Balkanroute Calling: numerosi in piazza contro le politiche di respingimento

17.04.2021 – 17.18 – Sono state circa duecento le persone che oggi, sabato 17 aprile, hanno aderito al Balkanroute Calling, evento organizzato da Lesvos Calling, Strada Si.Cura, Linea d’Ombra ODV e numerosissime organizzazioni di tutela dei diritti delle persone migranti presenti sul territorio nazionale ed internazionale.
La manifestazione a tappe ha avuto inizio alle ore 12 presso Piazza Libertà, la piazza divenuta simbolo degli arrivi dalla rotta, ed è proseguita fino a Piazza Goldoni, di fronte al consolato croato, per poi terminare al valico di Pesek, sul confine italo-sloveno.
L’impegno è quello di denunciare il regime di respingimento ai confini che s’incontrano percorrendo la rotta balcanica, i soprusi e le violenze subite dai migranti, assieme alle politiche nazionali ed europee sull’immigrazione. Francesco Sartori, della Campagna Lesvos Calling, network di diverse realtà principalmente venete e trentine focalizzate sul monitoraggio della rotta balcanica, ha spiegato come riguardo le politiche migratorie sia necessaria “una visione sistemica, a livello globale, che sappia cambiare la narrativa emergeziale troppo spesso strumentalizzata dalla politica”. Come spiegato da Sartori era prevista per oggi la Caravan for freedom of movement, rimandata a data da destinarsi a causa delle restrizioni imposte dalla situazione emergenziale legata alla pandemia, un itinerario che si sarebbe dovuto spingere sino al confine croato-bosniaco di Malijevac.

La forte volontà di spingersi oltre il confine è stata sottolineata anche da Gian Andrea Franchi, presidente di Linea d’Ombra ODV, che ha spiegato come oggi sia stato “un momento positivo, in una piazza che manifesta con una certa chiarezza d’intenti: continuare la lotta contro la qualità mortifera che hanno assunto i confini in questa fase, in nome della solidarietà per l’accoglienza dei migranti, titolari di un diritto fondamentale”. La responsabilità starebbe quindi ad occidente e, come raccontato dal presidente di Linea d’Ombra “il Medioriente è stato distrutto per interesse, anche europeo”, l’impegno è perciò a favore della denuncia delle condizioni “penose” di coloro che giungono dopo giorni e giorni di cammino lungo la rotta. Gli ordinamenti e le regolamentazioni sovranazionali sono purtroppo “astratti, l’intenzione reale degli stati europei è quella di costruire campi: in Bosnia, in Grecia, in Turchia, in Libia”, ne consegue “solamente dolore e morte, soprattutto nel mar mediterraneo”, ma mai una soluzione reale.

Da più parti accusata di aver fatto troppo poco nei riguardi delle politiche migratorie, l’amministrazione comunale non possiede purtroppo “figure istituzionali che influenzino i meccanismi di Governo” ha continuato Franchi, “questa amministrazione non farà nulla. La solidarietà ci è arrivata dal Comune di Feltre ed il Comune di Palermo, e non è poco; saremo anche a Bussoleno, Comune che ha assunto un atteggiamento positivo nei confronti del tema”. Recentemente indagato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina tramite la propria organizzazione di volontariato, Gian Andrea Franchi ha ricevuto la solidarietà e l’appoggio di questi due comuni, ma anche da alcune delle parti politiche ed associazioni cittadine; proprio dai comuni, secondo Franchi, potrebbe partire perciò “una rete che, partendo dal basso, in stretto rapporto con la gente, potrebbe altresì far partire un movimento istituzionale alternativo. Si può fare se si stabilisce un rapporto organico con le persone, ma non ora, non in Friuli Venezia Giulia”.

L’unione delle associazioni presenti oggi in piazza si è venuta a creare durante il lockdown, perciò la giornata di oggi è stata un passaggio importante “soprattutto per conoscerci” ha spiegato Francesco Cibati, attivista di Linea d’Ombra. “Gli attivisti sono giunti da tutta Italia, ci opponiamo alle chiusure dei confini, alle violenze europee, in una situazione in cui i diritti vengono compressi ed il controllo di Stato è pesante e intollerabile”. L’azione comunicativa tenutasi oggi a Trieste non è stata l’unica in Italia ed in Europa, sono state tante difatti le manifestazioni svolte davanti alle ambasciate e consolati delle più importanti città europee.
Ad operare in Piazza della Libertà per le cure ai migranti, e presente oggi alla manifestazione, anche Strada Si.Cura, con Beatrice Sgorbissa, laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Trieste, specializzanda in Igiene e Medicina Preventiva ed attivista sanitaria, che ha spiegato l’importanza delle attività che si svolgono proprio in quella piazza. “Il nostro è anche un atto politico” ha spiegato, “da un anno a questa parte seguiamo il dramma politico e sanitario di Piazza Libertà, ed il vero problema è la marginalizzazione di persone svantaggiate dal punto di vista socio-economico, legale, sanitario, che non vengono coinvolte nel sistema di tutele ma escluse da chi dovrebbe garantire loro diritti e salute, al di là di qualsiasi altro fattore sussistente”.

mb.r

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