09.02.2024 – 14.04 – La scienza dei materiali, nonostante non attiri le prime pagine come l’intelligenza artificiale, rappresenta uno dei tasselli più importanti della rivoluzione industriale 4.0.
La scoperta, avvenuta ad opera della fisica italiana, di un nuovo stato della materia connesso al movimento degli elettroni, confermato da un paper accademico su Nature, apre le possibilità di nuovi materiali e una nuova elettronica. Una scoperta nella quale la Trieste scientifica ha giocato un ruolo chiave attraverso Elettra Sincrotrone e il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr). La scoperta tratta il tema del fenomeno quantistico detto ‘corrente chirale‘. Le correnti, generate su scala atomica dagli elettroni, permettono la nascita di una nuova fase della materia quantistica. In particolare il ruolo delle correnti chirali è stato scoperto tramite l’utilizzo di un fotone polarizzato, il quale ha emesso un elettrone dalla superficie del materiale. Lo studio si è avvalso, al di fuori dell’area giuliana, di un ruolo importante del gruppo di ricerca coordinato dal ricercatore in Fisica dei materiali Federico Mazzola dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e di un gruppo dell’Università di Salerno.
L’idea di fondo, per quanto la materia quantistica sia un argomento irriducibile alle divulgazioni giornalistiche, rimane di utilizzare le nuove correnti chirali appena scoperte quali alternativa alla classica ‘carica’ dell’elettrone. Ciò potrebbe potenzialmente portare a nuove forme di tecnologia quantistica per i sensori nel campo delle energie rinnovabili – il pensiero corre alla Transizione energetica in atto in Europa – e alla biomedicina, nella quale Trieste e il FVG hanno una lunga tradizione alle spalle, specie nel campo delle Scienze della Vita. Inoltre l’Università Ca’ Foscari, nel comunicare la pubblicazione, ha discusso di “nuovi dispositivi elettronici ultra sottili” possibili grazie alle correnti chirali.
occorre precisare che, nell’operato multinazionale della ricerca, con collaborazioni tra più enti e Università, l’Elettra Sincrotrone ha svolto il ruolo di test, confermando nella pratica quanto ipotizzato a livello solo teorico.
Hanno partecipato allo studio ricercatrici e ricercatori dal Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi di Ca’ Foscari, Istituto Officina dei Materiali, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Institute of Theoretical Physics della Jagiellonian University (Polonia), Institute of Physics della Polish Academy of Sciences, Dipartimento di Fisica “E. R. Caianiello” dell’Università di Salerno, Istituto SPIN del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Synchrotron SOLEIL, Interdisciplinary Nanoscience Center della Aarhus University, Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano, Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, Department of Physics and Astronomy della Seoul National University, Seoul, Korea.
[z.s.]


