Un secolo di imprese e di storie, lo sport giuliano narrato in docufilm

10.01.2024 – 14.59 – Un viaggio nella memoria storica dello sport, tra imprese e ricordi in bianco e nero legati a campioni triestini, fiumani, istriani e dalmati. Il video – maker Dario Roccavini riavvolge il filo con il mondo dello sport locale dando vita a “100 e più di sport giuliano – Atleti nella storia”, un docufilm atteso alla sua “prima” nella giornata di domenica 14 gennaio, sul palco della Sala “Luttazzi” in Porto Vecchio/Porto Vivo (9.45, ingresso libero) una vernice allestita in collaborazione con l’Assessorato con delega per la Promozione ed eventi sportivi del Comune di Trieste.

Un progetto composito quello di Dario Roccavini, presentato stamane nel corso di una conferenza ospitata nella Sala Giunta del Comune, un lavoro strutturato in due tempi da 60 minuti scandito dal racconto di atleti che hanno disegnato capitoli fondamentali in una delle vocazioni per eccellenza del territorio: lo sport. Quasi i 400 campioni, una cinquantina le discipline. La declinazione adottata da Dario Roccavini parte dai primi del ‘900 e attraversa un secolo abbondante abitato da podi, qualche medaglia e tante missioni, coinvolgendo atleti che hanno vestito l’Azzurro, che hanno partecipato alle Olimpiadi, ai contesti nazionali, mondiali ed europei. La connotazione del docufilm sposa anche atleti non originari del Friuli Venezia Giulia ma che hanno saputo identificarsi nella causa, sposando colori e battaglie agonistiche di società territoriali.

Il focus di Dario Roccavini si concentra sullo sport individuale e regala debito risalto a tante donne. Qui la storia sale in cattedra, si tinge non solo di gloria ma di aneddoti e richiami sociali. Ecco allora le cartoline vintage dedicate a Nereo Rocco, storico “paron” del calcio di una volta, oppure a Irene Camber, fiorettista olimpica (la prima dell’Italia sul gradino più alto del podio, a Helsinki nel 1952) senza contare una icona come il pugile Nino Benvenuti, partito anche egli dalle Olimpiadi, quelle di Roma nel 1960, sino a diventare campione del mondo nei pesi Medi.
Il viaggio poi continua, si nutre di molte evocazioni attinte dagli sport del mare, dei campioni della Ginnastica Triestina, navigando poi tra scudetti, primati o pioneri, vedi il capitolo dedicato a Giuseppe Loduca, mentore della Pallamano.

Un ricamo narrativo così fitto poteva riservare delle “falle”, ovvero delle concessioni o delle dimenticanze. Il capitolo “marziale” scorda ad esempio qualcosa, vedi il titolo del mondo nel Full Contact di Augusto Sparano negli anni ’90 e persino il titolo italiano professionisti di boxe conquistato nel 2006 da Fabio Tuiach nei massimi leggeri. Niente paura. Il regista Dario Roccavini promette già l’aggiornamento della sua saga, mentre l’Assessore Elisa Lodi, intervenuta nel corso della presentazione, auspica che l’opera parli anche alle scuole e si ammanti di una chiave didattica rivolta alla storia del territorio. Lo sport, in fondo, è anche questo.

f.c.

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