Istat, risale il potere d’acquisto delle famiglie italiane

21.01.2024 – 08.30 – L’Istat ha pubblicato la consueta nota periodica sull’andamento dell’economia italiana. Dal report risulta che, a novembre, l’indice della produzione industriale in Italia ha registrato un’ulteriore flessione congiunturale più accentuata rispetto a quella del mese precedente. Il calo è stato diffuso a tutti i raggruppamenti principali di industrie. Il potere d’acquisto delle famiglie, dopo la caduta del quarto trimestre 2022, si è collocato su un sentiero di risalita. La stessa dinamica si è osservata per la propensione al risparmio che, tuttavia, continua a rimanere inferiore ai livelli pre-Covid.

Imprese

A novembre, l’indice della produzione industriale ha registrato un’ulteriore flessione (-1,5% rispetto a ottobre) più consistente di quella del mese precedente (-0,2%). Il calo è stato diffuso a tutti i principali raggruppamenti di industrie: la produzione dei beni energetici ha segnato la diminuzione più marcata (-4,0%) seguita da quella dei beni consumo e dei beni intermedi (-1,8%). Il calo del settore dei beni strumentali (-0,2% la variazione rispetto a ottobre) è stato più contenuto. A livello trimestrale, la componente dei beni strumentali ha mostrato, comunque, un aumento nel periodo agosto-novembre (+0,3% rispetto ai tre mesi precedenti) a differenza di quella dei beni intermedi e di consumo che sono diminuiti (rispettivamente -0,9% e –2,3%).

Famiglie e mercato del lavoro

Nel terzo trimestre, il potere d’acquisto delle famiglie, dopo la brusca caduta degli ultimi tre mesi del 2022, ha proseguito su un sentiero di ripresa, interrotto solo dalla lieve flessione del secondo trimestre 2023. La stessa dinamica si è osservata per la propensione al risparmio che, tuttavia, continua a rimanere inferiore ai livelli pre-Covid. Le condizioni del mercato del lavoro restano solide. A novembre, l’occupazione ha continuato a crescere con il numero di occupati che ha raggiunto complessivamente 23milioni 743mila unità. L’aumento ha coinvolto le sole donne (+0,2%) e gli individui di età superiore a 35 anni. Per posizione professionale, l’occupazione è salita ancora tra i dipendenti sia permanenti sia a termine. Nel confronto tendenziale gli occupati sono 520mila in più (+2,2%). Il tasso di occupazione è risultato invece invariato al 61,8% rispetto a ottobre e in crescita di 1,3 punti rispetto a novembre 2022. La disoccupazione è diminuita in termini congiunturali (-3,3%) per effetto di un calo che coinvolge sia gli uomini sia le donne ed è stato diffuso a tutte le classi d’età fatta eccezione per i 25-34enni. In termini tendenziali il numero dei disoccupati è diminuito di 71mila unità pari al 3,6%.

Prezzi

L’inflazione al consumo nel 2023 è stata in media pari a 5,7% in forte diminuzione rispetto all’anno precedente (+8,1% nel 2022). L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) è sceso progressivamente dall’11,6% di dicembre 2022 allo 0,6% di dicembre 2023, toccando il valore più basso dal primo trimestre del 2021. Il calo è stato trainato dal forte rallentamento dei prezzi dei beni energetici che hanno registrato una crescita media pari a 1,2% nel 2023 (+50,9 nel 2022). Tale andamento è stato il risultato di una crescita media dei prezzi dei beni energetici non regolamentati più moderata rispetto all’anno precedente (+7,5% nel 2023, +44,7% nel 2022) e di una significativa riduzione in media delle quotazioni dei beni energetici regolamentati (-27,8% rispetto a +65,6% nel 2022), in calo sin dall’inizio dell’anno.

Prospettive a breve termine

A dicembre, le inchieste sulla fiducia hanno registrato segnali di miglioramento. Il clima di fiducia delle imprese è tornato ad aumentare dopo quattro mesi consecutivi di riduzione e ha raggiunto il livello più elevato dallo scorso luglio. L’indice è stato trainato dal settore dei servizi di mercato e in maniera più contenuta da quello delle costruzioni (per cui è stimato un miglioramento di tutte le componenti) e del commercio al dettaglio. Nella manifattura, invece, la fiducia è diminuita a seguito di giudizi sugli ordini e sulle scorte di prodotti finiti sostanzialmente stabili rispetto a novembre e di attese di produzione in deciso peggioramento. La fiducia dei consumatori è aumentata per il secondo mese consecutivo e si è riportata, anch’essa, sul livello di luglio 2023. Si segnala un generale miglioramento di tutte le componenti dell’indice ad eccezione dei giudizi sull’opportunità di risparmiare nella fase attuale, che rimangono sostanzialmente stabili rispetto al mese scorso.

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