24.01.2024 – 11:20 – “Fincantieri uccide dentro e fuori dal cantiere. Sabotiamola”. È questa la frase scritta su uno striscione comparso ieri, sulla rete di cinta dell’area verde di via Valentinis a Monfalcone. Un grido di protesta che si erge dopo l’infortunio sul lavoro avvenuto pochi giorni fa. La vittima dell’incidente è stato un giovane operaio che dopo essere rimasto incastrato sotto un ponteggio, procurandosi un trauma da schiacciamento, è stato trasportato all’ospedale Cattinara di Trieste in codice rosso, fortunatamente, non in pericolo di vita. Dopo l’accaduto, il sindacato USB insieme a SLAI PROL COBAS, ha proclamato, con una nota sul sito, uno sciopero di tutte le lavoratrici e lavoratori diretti e indiretti di Fincantieri e delle imprese dell’appalto e subappalto per l’intera giornata di lunedì 22 gennaio: “È ora di dire basta all’insicurezza che mette a repentaglio la vita di tutte e tutti, occorre protestare contro il drammatico evento accaduto venerdì mattina nel cantiere navale di Fincantieri, che ha coinvolto diversi lavoratori, con l’infortunio grave di un giovane operaio a cui esprimiamo la nostra fraternità vicinanza.” I dati riportati dal sindacato rivelano una triste realtà: negli ultimi 5 anni, 546 eventi infortunistici hanno colpito lo stabilimento di Fincantieri a Monfalcone, l’80% dei quali causati da mancanza di informazioni e formazione.
Tra gli episodi impossibili da dimenticare, il 23 giugno 2023, quando, un operaio di 25 anni venne schiacciato da una trave nella sede di Verona, perdendo la vita. O quando, nel 2018, un giovane di 19 anni morì sotto il peso di un blocco di cemento da 700 kg. Solo per citarne alcuni.
Questi tragici eventi sollevano interrogativi sulle misure di sicurezza in atto e alimentano la richiesta di cambiamenti radicali. Una riflessione profonda sulla sicurezza sul lavoro, sui diritti dei lavoratori e sulla loro tutela. Una denuncia forte e chiara che diventa il simbolo di una comunità stanca di tragedie evitabili.
[c.v.]


