Nel 2023 si aggrava il problema della povertà sanitaria

10.12.2023 – 11:00 – In Italia c’è un problema di povertà sanitaria? Pare di sì, e sta peggiorando. Come ha osservato il ministro della sanità, Orazio Schillaci, terminata la fase acuta della pandemia l’emergenza sanitaria si è trasformata in un’emergenza economica e sociale. Lo confermano i dati diffusi dall’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria, un servizio coordinato dal Banco Farmaceutico e attivo da dieci anni che monitora il livello di accesso alle cure dei cittadini italiani. Nell’anno in corso, 427.177 persone nel nostro paese si sono trovate in condizioni di povertà sanitaria (99.021 nel Nord-Est), cioè hanno dovuto chiedere aiuto ad una delle 1.892 realtà assistenziali convenzionate con Banco Farmaceutico per ricevere gratuitamente farmaci e cure. Un dato che rispetto al 2022 (386.253 persone) registra un aumento del 10,6%. La fotografia della povertà sanitaria segue i dati sulla povertà assoluta, problema che in Italia riguarda oltre 5,5 milioni di persone e 2 milioni di famiglie.

Il rapporto sulla povertà sanitaria diffuso dallo stesso Osservatorio mette in luce un paese a cinque diverse velocità, in cui l’area nord-est performa in modo migliore per accesso a cure e terapie farmacologiche, anche se la vera frattura si palesa nelle differenze tra settentrione e meridione. Sono 18 su 100 le famiglie che nell’ultimo anno hanno rinunciato alle cure, un dato che sale a 33 su 100 se si concentra l’attenzione sulle fasce meno abbienti. In linea di massima, tra gli assistiti dal Banco Farmaceutico circa la metà sono italiani, l’altra metà stranieri (nel Triveneto il rapporto è invece più sbilanciato con 40% di italiani e 60% di stranieri). Il Friuli Venezia Giulia, stando agli ultimi dati disponibili, segue la tendenza, con 4.175 assistiti italiani e 6.999 stranieri, per un totale di 11.174 (rapporto 2021). La stima è che in regione solo il 12% dei cittadini in condizione di povertà riceva un’adeguata assistenza.

Si nota poi che la spesa sanitaria e la spesa farmaceutica in Italia seguono un andamento analogo. Sono maggiori al Nord rispetto al Sud per quanto riguarda le famiglie non povere, mentre la situazione si capovolge nelle fasce di povertà più gravi. Stando ai dati del 2021 tuttavia questa distinzione non vale per il Friuli Venezia Giulia che rientra nelle regioni in cui spesa pro-capite mensile per medicinali è più elevata anche nelle famiglie più povere. Rilevazione sorprendente essendo il FVG uno dei territori in cui l’indice di povertà è meno preoccupante. I dati nazionali tuttavia dicono altro: ben il 60% della spesa sanitaria delle famiglie più povere è destinata ai farmaci, mentre per le famiglie più abbienti la percentuale si abbassa a poco più del 30%, una rilevazione che l’osservatorio spiega con la non copertura da parte del SSN dei farmaci da banco. Evidentemente una così alta frazione della spesa dedicata ai farmaci implica la rinuncia alle prestazioni sanitarie tra chi non è in grado di permettersele. Sempre guardando l’analisi del 2021 fa, che mette a disposizione una mole di dati ragguardevole, il Friuli Venezia Giulia è anche la Regione in cui il rapporto percentuale tra spesa sanitaria delle persone povere e delle persone non povere è più alto, superando il 33% a fronte di una media nazionale del 16,8%.

Il rapporto sulla povertà sanitaria registra che la spesa farmaceutica delle famiglie è aumentata progressivamente negli ultimi anni, un andamento spiegato dall’impennata dell’inflazione, tuttavia la quota a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) diminuisce. Nel 2022 (ultimi dati disponibili), la spesa farmaceutica totale ammontava a 22,46 miliardi di euro, 2,3 miliardi in più rispetto al 2021, quando la spesa era di 20,09 miliardi. Del totale, solo 12,5 miliardi di euro (il 55,9%) sono a carico del SSN mentre 9,9 miliardi (44,1%) sono pagati direttamente dalle famiglie (erano 9,21 nel 2021, pari al 43,7%). Rispetto all’anno precedente dunque le famiglie hanno pagato di tasca propria 704 milioni di euro in più (+7,6%), una cifra che sale ulteriormente allargando il periodo di osservazione: in sei anni (2017-2022), la spesa farmaceutica a carico delle famiglie è cresciuta di 1,84 miliardi di euro. A sostenere di tasca propria l’aumento – spiega l’Osservatorio – sono tutte le famiglie, anche quelle povere, che devono pagare interamente il costo dei farmaci da banco a cui si aggiunge (salvo esenzioni) il costo dei ticket.

(p.l.)

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