Koper, entro il 2028 quasi 800 milioni di euro per potenziare il porto

11.12.2023 – 07.01 – Cresce la concorrenza oltre confine. Anche il porto di Koper/Capodistria, in Slovenia, punta su un’accelerazione tecnologica e digitale, oltre che sull’allargamento delle proprie capacità logistiche. Il Piano strategico aziendale, approvato dalla società di gestione Luka Koper per il 2024-28, definisce una crescita dello scalo sloveno sotto molti aspetti speculare a quello triestino. Si vuole infatti diventare “la prima scelta tra i porti sulla rotta europea del trasporto meridionale”. Un compito, sotto il profilo diplomatico, già ampiamente tracciato attraverso il lavoro di diplomazia svolto nell’Unione Europea e coi partner tedeschi e austriaci dagli anni Novanta, quando Lubiana iniziò a cercare di ‘allontanarsi’ dall’essere associata ai Balcani, riscoprendo una vicinanza economico-sociale con l’Austria.
Sotto il profilo numero Luka Koper mira a crescere ad un totale di 413 milioni di euro di ricavi nel 2028, con una crescita del traffico annuo pari al 3,5%. Naturalmente predomina il settore ‘re’ per Capodistria, cioè l’automotive, ma non mancano i container e le merci sfuse.
Il piano di crescita prevede anche un forte potenziamento delle capacità logistiche dello scalo; 785 milioni di euro verranno infatti investiti per sviluppare le infrastrutture e ampliare le capacità dello scalo.
Come lo scalo giuliano, anche Koper desidera inoltre procedere a rifornire le navi tramite un’alimentazione da terra, il cosiddetto ‘cold ironing‘.
Si collocano nello stesso solco le iniziative per l’utilizzo di fonti rinnovabili, lo sforzo verso l’autonomia energia e il generale impegno per ‘tagliare’ le emissioni dello scalo.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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