Valle dell’idrogeno, ‘Dati interessanti ma futuro oscuro’ per Massolino

15.11.2023 – 16.55 – “L’audizione richiesta dall’Opposizione in merito alla Valle dell’Idrogeno transfrontaliera ha finalmente aperto il dibattito su un tema complesso, rimasto fino a oggi completamente oscuro, che riguarda il futuro energetico e produttivo della nostra regione – dichiara in una nota la consigliera Giulia Massolino del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg -. Abbiamo ascoltato con interesse i dati e le prospettive riportati dalla comunità scientifica e dai rappresentanti dell’industria intervenuti, ma riteniamo che le perplessità in merito al progetto siano ancora molto forti”.

“Bisogna fare attenzione a non prospettare l’idrogeno come una soluzione miracolosa e priva di rischi ai problemi di approvvigionamento energetico – prosegue la consigliera -, al solo scopo di evitare di porre in discussione i nostri modelli di produzione e consumo. La transizione energetica non deve essere un fardello, ma una grande opportunità per rimettere al centro il benessere delle persone e dell’ambiente, e non gli interessi privati di aziende legate all’economia dei combustibili fossili, da sempre pronte a investire cifre stratosferiche nella lobby dell’idrogeno, speso non realmente ‘verde’. Se l’idrogeno può avere un suo senso nei settori hard-to-abate come appunto i grandi impianti industriali, la prospettiva del suo utilizzo per la mobilità – e addirittura per la micromobilità – ad oggi sembra decisamente poco sostenibile”.

“Su questo aspetto avremo modo di tornare nel dettaglio grazie a un’interrogazione specifica che ho depositato lunedì scorso sugli autobus a idrogeno acquistati in regione. Molti però rimangono i dubbi, condivisi anche dalla comunità scientifica, sull’efficienza di questo vettore a fronte delle già esistenti batterie di accumulo, così come sul consumo d’acqua e sulle problematiche relative allo stoccaggio e alla distribuzione. Senza contare – conclude Massolino – le preoccupazioni relative al cosiddetto idrogeno rosa, quello prodotto col nucleare, a cui da subito era andato il pensiero vista la vicinanza della centrale di Krsko”.

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