06.11.2023 – 09.37 – Giunge dai diversi livelli dell’edificio ecclesiastico la condanna della gestione dell’emergenza migranti e della Rotta Balcanica a Trieste. Stavolta è il teologo mons. Ettore Malnati, in passato vicario episcopale per il laicato e la cultura della Diocesi di Trieste, a lanciare un appello, affermando che “è indegno questo atteggiamento di indifferenza“, chiedendo a “chi è preposto alla cosa comune ed è di sua competenza istituzionale, di dare alloggio a queste persone”. Il riferimento è ai Silos di Trieste “dove non ci sono acqua, sanitari e pavimentazione, ma fango, sporcizia e disagio e lì soggiornano 400 persone, uomini, donne e bambini in attesa di una sistemazione nella legalità in uno dei Paesi dell’Europa”.
Costruiti tra il 1855-60 quali primi, storici, magazzini del porto, i Silos hanno poi funzionato, dal primo dopoguerra in poi, spesso quale luogo di rifugio per masse di profughi; tuttavia mai nelle odierne condizioni di abbandono. Una situazione nascosta, ma nel ‘cuore’ di Trieste, essendo ad un passo da piazza della Libertà e dalla Stazione centrale.
La vicenda inizia a travalicare i confini provinciali, perché nell’occasione Malnati ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando che “ci sono a Trieste diversi edifici, ora dismessi, che erano caserme, con spazi magari spartani ma con almeno i sevizi igienici e acqua”. Malnati ha ricordato il pericolo di infiltrazioni terroristiche, affermando che “gli sparvieri di turno si intrufolano in questa carovana della disperazione, ma questo non giustifica disinteresse verso la maggioranza di queste persone in cerca di speranza”.
[z.s.]


