Libreria Saba, si discute sul recupero. ‘Via San Nicolò non sarebbe più la stessa’

15.11.2023 – 14.24 – Suscita sempre maggiore preoccupazione la chiusura della Libreria antiquaria Umberto Saba, quell’antro oscuro’ meta di pellegrinaggio di turisti e viaggiatori dall’italia e dall’Europa, sospinti dalle ‘vele di carta’ della grande letteratura. La libreria è infatti chiusa da cinque mesi a causa delle condizioni di salute del proprietario Mario Cerne; negli ultimi tempi la Comunità ebraica di Trieste, attraverso l’avvocato Paolo Volli, responsabile del patrimonio immobiliare della minoranza, ha lanciato un appello al recupero della Libreria, rivolto alle istituzioni, alla politica e naturalmente ai privati. La Comunità ebraica è infatti la proprietaria dell’immobile e dunque della libreria stessa, a propria volta sottoposta a molteplici vincoli, tanto sul luogo in sé, quanto sul patrimonio librario del poeta.
Si dispone anche di una cifra indicativa per il restauro; 110mila euro per 8 mesi di lavoro, sotto la guida di quello stesso architetto Aulo Guagnini già autore dell’arredamento del Caffè Sacher nell’ex negozio di scarpe Rosini.

L’appello, partito con una visita del Piccolo agli interni del locale, dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane in una raccolta fondi vera e propria; si auspica tuttavia anche un intervento anche da parte del pubblico, essendo la Libreria uno dei punti fissi degli itinerari turistici e non solo. Dopotutto ogni scolaro d’Italia ha sentito, a suo tempo, la storia della Libreria di Saba; e proprio nel 2023 ricorrono i cent’anni dalla stampa del primo catalogo della Libreria, nel 1923.

Che fare? Non è ancora chiara quale potrà essere la destinazione d’uso del luogo; c’è chi propende per un Museo, però lo spazio è molto ridotto, non vi sono ad esempio zone per le obbligatorie toilette e per la generale impiantistica richiesta da simili strutture.
In alternativa la Libreria potrebbe continuare la sua attività; occorre tuttavia che un gestore si faccia avanti, raccogliendo la pesante eredità. In altre parti d’Europa, ad esempio in Francia, le botteghe storiche sono oggetto di attenta tutela da parte del Comune e dello Stato. Non è questo però il caso di Trieste, la cui filiera storica va scomparendo di anno in anno.

L’associazione Italia Nostra, tanto a livello locale con la sezione di Trieste, quanto a livello nazionale, si è associata alla proposta collettiva, affermando che si tratta di “un patrimonio immateriale e materiale indissolubilmente legati in un unicum significativo nel suo complesso”.
Pertanto “Italia Nostra si associa all’appello per la raccolta fondi perché Trieste non può perdere un patrimonio di così alto valore storico” ha commentato la presidente Antonella Caroli, rimarcando che “nel caso della Libreria Saba si tratta anche di una bottega storica di grande importanza turistica, oltre che ovviamente culturale, che contribuisce alla vitalità del tessuto sociale del centro storico di Trieste. Il tema delle botteghe storiche è in questo momento al centro di una campagna nazionale dell’Associazione, con un concorso fotografico dedicato proprio a questa tipologia di esercizio commerciale”.
“Via San Nicolò non sarebbe più uguale senza la libreria Saba”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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