Barcola, quando la furia del maltempo ci fa sentire “inermi”

06.11.2023 – 10:42 – Quando il libeccio, con la sua forza implacabile, si unisce alla potenza del mare in tempesta, il risultato è spaventoso. I danni a Barcola parlano chiaro. Dopo giorni di allerta meteo nella nostra regione, oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo. Sono in periodi come quelli passati che l’uomo comprende la sua finitezza di fronte all’infinità della natura, quella stessa sensazione che si prova nell’osservare l’opera del ‘Viandante sul mare di nebbia’ di Caspar David Friedrich. Ci si ritrova inermi, spaventati e impotenti. Di fronte al vento che si scatena in combinazione con un mare già in tempesta, il risultato è tra lo spettacolare e il terrificante. Le onde si ergono a dimensioni monumentali, frantumandosi con una forza che sembra inarrestabile. I risultati di questi giorni di maltempo sono stati catastrofici: infrastrutture distrutte, imbarcazioni demolite e cemento spezzato. Anche l’amatissima statua de ‘la Mula de Trieste‘ non è riuscita a sfuggire. La sua iconica presenza alla fine della pineta è stata letteralmente spazzata via. Un simbolo iconico della città che in pochi secondi si è ritrovato in balia della forza bruta del mare.

Ed è proprio questo che colpisce: la trasformazione del nostro paesaggio. La lunga strada di Miramare, a Barcola, solitamente luogo di passeggiate rigeneranti nonché benefiche sia dal punto di vista psicologico che fisico, grazie all’aria salubre del mare che si sa essere una “mano santa” per il sistema respiratorio, è stata distrutta. Anche la zona dei giochi dei bambini nella pineta è stata chiusa, togliendo un angolo di gioia e spensieratezza.

I locali e i bar, soliti luoghi di incontro e socializzazione, hanno dovuto affrontare danni economici non indifferenti. Un’ondata di maltempo quindi che sarà difficile da dimenticare e che ci ricorda quanto sia vulnerabile la nostra vita quotidiana e i nostri luoghi del cuore. Gli sforzi da parte delle forze dell’ordine sono stati magistrali, cercando per quanto possibile di mitigare i danni e aiutare gli abitanti più coinvolti.

Questi eventi ci insegnano la resilienza, ma ci ricordano anche di apprezzare ciò che abbiamo prima che sia troppo tardi. La forza della natura può essere devastante ma quella della comunità unita alla speranza possono guidarci nella ricostruzione e nel mantenimento del nostro legame con il territorio.

[c.v.]

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