A settembre è aumentato ancora l’indice dei prezzi al consumo

13.10.2023 – 08.00 – A settembre, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato dal 5,5% al 5,7% e il differenziale positivo con la media dell’area euro si è ampliato (+1,4 punti da +0,3 di agosto). A comunicarlo è l’Istat nel suo consueto rendiconto mensile sull’andamento dell’economia italiana. Sempre secondo l’istituto di statistica nazionale, nello stesso mese la crescita dell’indice armonizzato al netto delle componenti più volatili, quali energetici, alimentari e tabacchi, è stata pari al 4,1% in Italia, ancora inferiore alla media dell’area euro (4,5%) ma con una significativa riduzione del differenziale rispetto ad agosto (-0,4 punti da -1,3). A monte della formazione del processo inflazionistico, i prezzi all’importazione sono diminuiti a luglio, ultimo dato disponibile, dell’11,4% in termini tendenziali, per effetto dei significativi cali dei listini dell’energia (-47,6%) e dei beni intermedi importati (-8,2%) che hanno più che compensato l’aumento di quelli strumentali (+4,4%) e di consumo (+1%). 

In agosto, i prezzi alla produzione relativi ai beni venduti sul mercato interno si sono ridotti, su base annua, del 16,1%. L’ampliarsi della loro flessione, continua a essere guidata dalle dinamiche negative dei listini di energia e dei beni intermedi sul mercato interno. L’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie (IPAB) nel secondo trimestre è aumentato, secondo le stime preliminari, dello 0,7% in termini tendenziali, per effetto di incrementi di prezzo sia delle abitazioni nuove (+0,5%) sia delle abitazioni esistenti (+0,8%), pur in un contesto di marcata riduzione dei volumi di compravendita. Sulla base dei risultati dell’indagine sul clima di fiducia, tra i consumatori in settembre prevalgono, seppur in misura moderata, coloro che si aspettano una riduzione dei prezzi nei prossimi 12 mesi. Tra gli imprenditori del settore manifatturiero prevalgono invece attese al ribasso sui listini dei beni di consumo. 

Prospettive a breve termine 

I risultati delle inchieste di famiglie e imprese suggeriscono che la fase di debolezza dell’economia italiana potrebbe proseguire nei prossimi mesi. L’indice di fiducia dei consumatori, a settembre, si è ridotto per la terza volta consecutiva, toccando il valore più basso dallo scorso giugno. Si evidenzia un deciso peggioramento dei giudizi sulla situazione economica generale, un aumento delle attese sulla disoccupazione e un miglioramento delle valutazioni attinenti la situazione finanziaria delle famiglie. Anche l’indice del clima di fiducia delle imprese ha fornito indicazioni negative, registrando un calo che segue quello leggermente più marcato di agosto. La diminuzione della fiducia è stata estesa a tutti i settori di attività, con l’eccezione delle costruzioni in cui i giudizi sugli ordini o piani di costruzioni sono stati positivi, mentre le aspettative sull’occupazione presso l’azienda hanno mostrato una dinamica negativa.

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