21.10.2023- 10.38 – Un quadro drammatico, quello del comparto Sanità pubblica della Regione e di Trieste emerso dall’audizione dei sindacati tenutasi il 19 ottobre in prima Commissione, secondo la consigliera Alessandra Richetti. “Essi”, scrive Richetti nella lettera inviata al sindaco Roberto Dipiazza e alla stampa, “sono portavoce di oltre 2500 lavoratori i quali riportano disagi dovuti ad un’organizzazione” definita “scadente e irrispettosa degli operatori tutti”. “Il tetto di spesa deciso dalla Regione”, prosegue Richetti, “ha comportato il mancato rinnovo dei contratti per il personale sanitario precario, creando dei veri e propri ‘buchi’, e il conseguente ridimensionamento di molti servizi. Essi rilevano anche che il lavoro prima ricoperto dal personale precario è andato a gravare ulteriormente sui lavoratori che, in queste condizioni, cercano una alternativa nel privato, per avere migliori condizioni di lavoro e garanzie contrattuali. Essi riportano lunghe liste di attesa anche nei servizi di emergenza, tempi che si rivelano critici a livello fisico che psicologico, in particolare per gli anziani. Ci sono state elencate ulteriori carenze su servizi importanti come i Centri di Salute Mentale, che hanno avuto un aumento di richieste, soprattutto dopo la pandemia, che invece sono costretti a una riduzione di orario per carenza di personale. Così anche nei complessi operatori, sempre per mancanza di personale medico e infermieristico, si rileva una situazione che blocca di fatto la piena operatività di qualsiasi reparto, a partire proprio da quello di Emergenza e Urgenza. Nulla può il conclamato impegno profuso da tutto il personale sanitario a fronte del sottodimensionamento del personale, che rende difficile rispondere con tempestività ai bisogni degli utenti e assicurarne l’assistenza necessaria. Questa appare una situazione gravissima”. Richetti conclude sollecitando l’amministrazione comunale a guardare verso altri comuni, tra i quali Gorizia e Monfalcone, e a intervenire presso gli organi di gestione della Sanità regionale “perché si compiano azioni concrete al fine di tutelare la qualità della sanità dei nostri concittadini tutti”.
[c.s.]


