12.10.2023 – 07.15 – Un confronto con l’anno del boom, il 2022, che si riconferma con la stagione turistica del 2023. Il caldo è ormai finito e in regione si tirano le somme di un’estate in controtendenza con la media italiana, che segna una flessione. Quel simbolo più davanti alla percentuale di presenze turistiche soddisfa la giunta del Friuli Venezia Giulia su tutta la linea, dalla costa giuliana alla montagna. La regione non ha nulla a che invidiare alle terre nobili del turismo come la Puglia o l’Emilia Romagna. E come è stato possibile? “Destagionalizzazione e comunicazione” è la laconica risposta dell’assessore Sergio Emidio Bini. Ma parliamo un po’ di numeri: +1,9% di presenze rispetto al 2022, e sono oltre 6,3 milioni; da gennaio le presenze si attestano sugli 8 milioni e mezzo, raggiungendo il +6%. Se poi il confronto viene fatto con il 2019 la percentuale è pari al +4,9.
Scendono le presenze italiane e salgono quelle straniere. Ma va bene assicura Bini, “lo zoccolo duro del Friuli Venezia Giulia sono le presenze provenienti da Austria e Germania. Stiamo raggiungendo l’obiettivo di farci conoscere all’estero, anche la presenza dei turisti anglofoni è un dato importante”. E qui le percentuali si alzano ulteriormente. Dal Regno Unito un +29,3%, dall’Irlanda – grazie al nuovo volo Trieste-Dublino attivo da marzo – ben +62,1%. E poi Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria: +25% di turisti provenienti dall’est Europa.
Se l’Italia chiude la stagione con un -1,4% la regione chiude con un dignitosissimo +1,9%. Mare, montagna, città. Il FVG mette in campo tutto se stesso: social, campagne media, merchandising; fino alla main sponsorship dell’Udinese e Triestina calcio.
“La regione crede fortemente nella promozione del territorio” conferma Fedriga, che ha spinto fortemente in questi mesi il brand regionale Io sono Fvg, così come crede sulla promozione del territorio a tuttotondo: “In passato la promozione turistica veniva fatta passare come secondaria, non è così. La spesa rispecchia il risultato, e lo scopo è contenere anche momenti che si rivelano difficili”. Ma tra FVGcard, Regiondo, l’occhio di riguardo riservato alla cultura, reti e consorzi territoriali, il lavoro di Promoturismo e le produzioni cinematografiche sembra non ci sia nulla da temere. Il nuovo obiettivo? “Dagli 8,9 milioni di presenze vogliamo arrivare ai 10 milioni” conclude il presidente.
mb.r


