01.09.2023 – 10.09 – Continua l’impegno dell’imprenditore Andrea Illy nell’ambito della sostenibilità. Un approccio non disinteressato, giacché il cambiamento climatico minaccia, sul breve periodo, proprio le coltivazioni di caffè. Illy è infatti entrato in The Club of Rome, divenendone socio. Si tratta di un think tank internazionale volto a promuovere soluzioni per affrontare il climate change a livello globale. Il club vanta una lunga storia, essendo stato fondato nel 1968; si propone di riunire scienziati, economisti, uomini e donne d’affari, attivisti dei diritti civili, alti dirigenti pubblici internazionali e capi di Stato di tutti e cinque i continenti per affrontare i cambiamenti della società contemporanea. Storicamente il club si è sempre concentrato sullo studio dei limiti della crescita e sul graduale esaurimento delle risorse, concentrando l’attenzione nei primi decenni di attività sulle risorse petrolifere, connesse alla crisi degli anni Settanta. Tra i soci onorari vi era ad esempio Gorbaciov, mentre tra i soci fondatori il premio Nobel Joseph Stiglitz. Il club iniziò ad acquisire notorietà a seguito di un simposio a Bellagio dove collaborò con la Rockefeller Foundation.
“A cinquant’anni dalla pubblicazione del trattato sui limiti della crescita, è fondamentale riconoscere la nostra traiettoria rispetto ai confini del pianeta”, ha dichiarato nell’occasione Andrea Illy.
Il co-presidente di The Club of Rome Sandrine Dixson-Declève nell’occasione ha commentato che il fine dell’associazione è di “riunire leader di pensiero e pensatori innovativi di tutto il mondo, uniti dalla necessità di affrontare la ‘problematica umana’ attraverso la logica dei sistemi, il pensiero complesso e lo scambio di conoscenze”.
[z.s.]


