24.08.2023 – 07:30 – Tra i cambiamenti sociali favoriti da internet c’è anche un’inedita propensione a parlare più liberamente dei disturbi di personalità e in generale di altri temi di area psicologico-psichiatrica. Una pratica che ha sicuramente dei risvolti positivi, perché normalizza condizioni in passato bersaglio di stigma e vergogna, d’altro canto come sempre, quando la quantità di informazioni esplode si corre il rischio di incorrere in imprecisioni, mistificazioni o semplicemente in eccessi di leggerezza nel trattare temi di pertinenza medica per cui il consulto con uno specialista è sempre la scelta migliore. Oppure si cade nel tranello dell’automedicazione, per cui un utente ritiene che le informazioni reperite online gli siano sufficienti per venire a capo di situazioni complesse che richiederebbero un aiuto esterno.
D’altro canto c’è un fenomeno sociale che è interessante monitorare, soprattutto tra le giovani generazioni ma non solo. Su piattaforme come tiktok e youtube ci si imbatte spesso in figure che trattano la questione a fini divulgativi o che raccontano la propria esperienza personale, talvolta – è il caso soprattutto di non addetti ai lavori – lasciando che il proprio punto di vista prevalga sulle evidenze fornite dalla letteratura scientifica e registrate nei manuali di psichiatria. A patire le distorsioni più deformanti sono quelle anomalie sfumate che non costituiscono delle patologie conclamate, ma rientrano nei tratti della personalità, temi trattati non solo con superficialità, ma con condiscendenza verso gli ascoltatori che “sospettano” di essere stati vittime di persone con caratteristiche grezzamente assimilabili in queste categorizzazioni. Gli esperti suggeriscono di approciare con cauterla a queste narrazioni che spesso riguardano il disturbo narcisistico, il disturbo borderline di personalità e gli altri casi appartenenti al gruppo B, che raccoglie i caratteri drammatici, emotivi ed erratici, quelli che comportano delle complicazioni nella gestione dei rapporti interpersonali a causa di un’emotività estrema.
Il problema è che spesso la trattazione online, più che di rendere accessibile lo stato dell’arte delle conoscenze, offre ritratti romanzati e colpevolizzanti di persone che per caratteristiche si prestano più facilmente ad essere accostabili a tratti caratteriali che deviano dalla norma (statisticamente intesa). È importante tuttavia fare attenzione, perché non è detto che la corrispondenza con caratteristiche tipiche di un disturbo di personalità sia di per sé sufficiente a portare a una diagnosi. Diagnosi che in molti casi è un processo per nulla semplice che richiede l’esperienza e le conoscenze di uno specialista del settore che sia in grado di interpretare il quadro alla luce delle indicazioni fornite dal DSM (il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Si noterà poi che la narrazione proposta in molti casi fa a pugni con i dati, che evidenziano una prevalenza reale di tali disturbi nella popolazione minore di quanto si tenda a credere: circa il 10% della popolazione generale; il disturbo narcisistico di personalità, di cui molto si parla, interessa meno di 1 persona su 100.
Andando per gradi, cos’è la personalità? Cos’è un disturbo di personalità? “La personalità può essere descritta come una configurazione caratteristica di una persona di modalità di risposta comportamentale nella vita ordinaria, una totalità di solito stabile e prevedibile. Quando questa totalità sembra differire dalla normalità in modo da eccedere la gamma di variazioni che si osserva nella maggior parte delle persona e quando i tratti di personalità sono rigidi e maladattativi e causano una compromissione funzionale e un disagio soggettivo si può diagnosticare un disturbo di personalità” (Psichiatria clinica, Kaplan and Sadocks).
Si evince dunque che la descrizione stessa di disturbo di personalità è particolarmente sfumata, tant’è che per giungere a una diagnosi la comunità scientifica ha identificato una serie di criteri diagnostici che devono essere presenti in numero sufficiente e compatibili con il quadro del soggetto. Basarsi esclusivamente sui criteri diagnostici tuttavia può essere ingannevole, soprattutto per chi non è un professionista del mestiere. È dunque importante evitare il Dunning-Kruger effect, accettando l’idea che districarsi tra questi argomenti sia molto più complesso di quanto sembri navigando online, in particolare con disturbi di personalità come quelli menzionati poc’anzi che spesso sollecitano comportamenti analoghi a quelli che si riscontrano tipicamente nelle relazioni comunemente definite “tossiche” e che implicano una reazione emozionale anche nella controparte: il disturbo narcisistico con la sua tendenza a “servirsi” del prossimo per confermare il senso grandioso di sé e il disturbo borderline, che tra le altre caratteristiche comporta una spiccata fragilità emotiva e dipendenza affettiva.


