28.06.2023 – 07.01 – Oltre 360mila tonnellate di merce transitata (360.795 tonnellate, +6,7% rispetto al 2021), 6mila container (6358, per l’esattezza), 8.270 unità intermodali, per un totale complessivo di 28.572 TEU. E poi i treni, naturalmente: 366 treni, tra intermodali e general cargo, allestiti (a confronto coi 349 del 2021). Si chiude con numeri positivi il bilancio d’esercizio 2022 dell’Interporto di Trieste: l’utile, approvato dai soci, ammonta a 369mila euro e il valore della produzione a 9,2 milioni.
“Il miglior risultato di sempre della società”, Interporto dixit.
I risultati positivi sono connessi alla movimentazione merci della nuova sede di FreeEste; la sede di Bagnoli ha infatti doppiato per la prima volta, nel 2022, il terminal di Fernetti a livello di tonnellate movimentate. Si è rivelato inoltre fruttuoso il rapporto con l’Interporto di Cervignano Spa, con un incremento dei convogli merci. Lo sguardo dell’interporto ora si ferma sulla Piattaforma Logistica Trieste, in ambito locale, e sulla creazione di un network portuale di supporto, a livello regionale. Proprio a questo scopo sono stati investiti nel 2022 16 milioni di euro finalizzati al miglioramento ed ammodernamento delle strutture esistenti, specie per la viabilità.
E, con l’intento di proseguire anche nell’anno corrente quest’impegno, gli azionisti dell’Interporto di Trieste hanno deliberato un aumento di capitale di 6 milioni di Euro finalizzato a rafforzare nuovamente le infrastrutture e i servizi.
Compare un unico dato negativo ed è il traffico su gomma; c’è stato infatti un calo del 18,9% a confronto col 2021, connesso alla scomparsa dei camion ucraini, bielorussi e russi dalle strade europee. Un apporto logistico pressoché troncato dalla guerra in corso.
“L’Interporto di Trieste – sostiene il Presidente Paolo Privileggio – con la gestione di quasi un milione di metri quadrati di strutture interportuali nelle sedi di Fernetti, FREEeste e della controllata Interporto di Cervignano, sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella logistica regionale e mira ad un ulteriore sviluppo del Punto Franco attraverso il binomio industria-logistica come avvenuto con il recente insediamento di BAT”.
[z.s.]


