19.06.2023 – 10:25 – E’ probabilmente uno dei rioni triestini più ben serviti nonchè uno dei migliori dove poter vivere, soprattutto se si è una giovane coppia, vista l’importante presenza di asili, scuole, dell’oratorio e del ricreatorio, o una persona anziana. Difficilmente, poi, salvo qualche piccolo atto vandalico, il quartiere sale agli onori della cronaca per episodi di violenza o criminalità. Purtroppo, nonostante ciò, situazioni di illegalità e di degrado esistono anche qui e non sono nemmeno tanto nascoste. Stiamo parlando in particolar modo dell’area compresa tra la Via degli Apiari e la centralissima Piazza tra i Rivi. Come già segnalato più volte in passato da alcuni residenti proprio sui nostri canali, la sopracitata via è ormai da tempo presa di mira dai cosiddetti “furbetti dell’ingombrante” i quali, nottetempo, conferiscono ed abbandonano presso le isole ecologiche installate lungo la strada numerosi oggetti pesanti come mobili, grandi elettrodomestici, materassi, ma anche imballaggi speciali e numerosi secchi contenenti scarti edili; tutti elementi classificabili come “rifiuti ingombranti” i quali andrebbero smaltiti attraverso l’accesso ad un centro di raccolta comunale, un luogo sorvegliato e appositamente preparato presso il quale tutti i cittadini possono portare gratuitamente rifiuti differenziati che per dimensione o tipologia, non possono essere conferiti nei cassonetti standard urbani. Il più vicino si trova proprio nel rione di Roiano, in Via Valmartinaga. Per chi compie queste azioni furtive, i cassonetti prediletti sono in assoluto quelli installati dinanzi al civico 24; ad ogni modo, episodi di questo genere si sono verificati anche presso l’area ecologica davanti al civico 4 e, come registrato negli ultimi giorni, anche in quella davanti al civico 9 di Piazza tra i Rivi (tratto finale della stessa Via degli Apiari). Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti ingombranti nel suddetto rione non è mai stato un fenomeno costante come accade in altre parti della città come l’area di Viale d’Annunzio o di Montebello solo per citarne alcune, ma in quest’area isolata del quartiere, prettamente residenziale, i casi stanno aumentando in maniera rapida. Secondo i dati rilasciati dall’ARPA lo scorso anno, i “triestini” fanno ancora molta fatica a differenziare i rifiuti e a conferire nei centri di raccolta quelli considerati “ingombranti”. Dati alla mano, in Friuli Venezia Giulia si ricicla circa il 65% dei rifiuti, un dato di tutto rispetto considerata la media nazionale ma che purtroppo non va ascritto al Capoluogo Regionale. Nell’ultimo triennio, infatti, i dati riguardanti la raccolta differenziata della città di Trieste non hanno mai superato il 44% anche se, rispetto al 2019, i numeri odierni fanno emergere un lieve miglioramento il quale tuttavia non arriva a toccare la soglia del 45% in grado di far passare il Capoluogo Giuliano dalla fascia rossa a quella gialla più virtuosa. A peggiorare poi la lacuna, c’è proprio il fenomeno dell’abbandono di rifiuti ingombranti lungo le strade o presso le aree ecologiche. Secondo i dati Acegas, nel solo 2020, questa pratica incivile era costata alle casse comunali quasi 500.000 euro. Negli scorsi anni, infatti, sono stati numerosi i precedenti verificatisi in diverse zone delle città, alcuni dei quali sono stati poi oggetto di indagine da parte delle Guardie Ambientali della Polizia Locale di Trieste le quali, una volta individuati i responsabili, in base all’Articolo 23 del “Regolamento Gestione Rifiuti Urbani e Pulizia del Territorio” sono stati sanzionati con un’ammenda.
Rimanendo sempre nella stessa zona ma spostandoci dietro la Chiesa di Sant’Ermacora e Fortunato, i residenti lamentano ulteriori criticità, forse, sotto certi versi, ancora più fastidiose dell’abbandono indiscriminato di rifiuti pesanti. Stiamo parlando delle minzioni e delle deiezioni canine attorno all’area gioco per bambini dove trova spazio uno scivolo e una superficie con pavimentazione in materiale anti-shock dove i bambini sono soliti passare il tempo con i loro giocattoli e giornalini. Nonostante il cartello di divieto messo bene in evidenza, (secondo quanto previsto dall’articolo 30, comma 4, del Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e della pulizia del territorio del Comune di Trieste, “i proprietari o i detentori a qualsiasi titolo di animali, compresi i conduttori incaricati temporaneamente alla loro custodia, hanno l’obbligo di impedire che gli animali urinino su portoni, porte e vetrine dei negozi, mezzi di trasporto”) padroni di cani indisciplinati portano a sgambare la proprie bestiole permettendo ad esse di urinare sull’albero, sul palo della luce e su quello del cartello stesso. Ciò non rappresenta semplicemente una grave mancanza di rispetto civico e per i beni comuni, ma anche un significativo problema di igiene. L’articolo 22 del Regolamento Urbano sul Verde Pubblico del Comune di Trieste parla chiaro: “Nelle aree attrezzate delimitate e segnalate con appositi cartelli di divieto, destinate al gioco, allo sport o alle attività ricreative, è vietato fumare, consumare bevande alcoliche ed è vietato l’accesso ai cani”. Purtroppo, come illustrato alcuni residenti, la situazione non migliora nemmeno pochi metri più avanti, presso l’area verde con siepi sita alla fine della Via degli Apiari, utilizzata come vera e propria lettiera e che, nelle giornate di umidità e pioggia, “inebria” la zona ad essa circostante con un forte olezzo di urina ed escrementi percettibile anche dagli abitanti dei piani bassi degli stabili circostanti.
Infine, ultimo ma non meno importante, riguarda il problema del parcheggio selvaggio delle automobili. Una questione che per il rione di Roiano non è affatto una novità poichè è risaputo che esso sia un quartiere con una grande carenza di posti auto alla quale il Comune di Trieste sta cercando da tempo immemore, con estrema difficoltà, di trovare una soluzione per venire incontro alle esigenze dei residenti. Attualmente, in attesa di vedere entrare in funzione la futura autorimessa comunale della nuova piazza di Roiano, l’illegalità regna sovrana. Indipendentemente dall’ora del giorno, infatti, numerose automobili stazionano parcheggiate in doppia fila lungo la Via Stock (dal civico 5 al civico 7 su ambo i lati), lungo la Via di Roiano (dal civico 1 al civico 7), all’incrocio Barbariga-Piazza tra i Rivi- Davis, ma anche nel tratto compreso tra il civico 2 ed il civico 5 della Piazza tra i Rivi e parcheggiate senza autorizzazione sul retro della chiesa (zona pedonale interdetta al traffico veicolare), causando nella maggior parte dei casi forti rallentamenti allo scorrimento del traffico veicolare il quale comporta, oltre al malumore dei residenti ed automobilisti e l’interruzione del pubblico servizio di trasporto pubblico (BUS), anche maggiore rumorosità ed inquinamento.



