11.06.2023 – 10:00 – Per facilitare i cittadini nel compiere la raccolta differenziata nella Provincia di Trieste, una delle più virtuose a livello nazionale ma non di certo a livello regionale, la giunta comunale di Trieste ha approvato una delibera per la realizzazione di dieci progetti a tema sostenuti in parte anche con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per un valore di oltre 3.000.000 di euro sui 7.350.000 complessivi. Il fine è quello di passare dal 45% al 68% di raccolta differenziata entro un quadriennio. E’ stato stimato infatti stimato che con la nuova progettualità si potrà aumentare la differenziata del 22,5%. I progetti sono già stati supervisionati e condivisi da AcegasApsAmga, gestore della raccolta rifiuti che, come illustrato dal Municipio, anticiperà i fondi necessari non coperti dal PNRR, con le modalità previste da ARERA, L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente della Repubblica Italiana, nel metodo tariffario. La delibera varata dalla giunta prevede, poi, la realizzazione di isole ecologiche interrate in Piazza della Borsa e in Piazza Sant’Antonio Nuovo (con un costo di 1.200.000 euro); l’introduzione di cassonetti intelligenti per l’indifferenziata (con un investimento complessivo di 5.000.000 di euro di cui 1,8 finanziati dal PNRR nel periodo 2023-2026); l’installazione di 51 cestini compattanti (con un costo di 330mila euro interamente finanziati dal PNRR) nel periodo 2023-2024. Infine è stata avanzata la proposta di edificare un nuovo centro di raccolta per incentivare il conferimento nella zona sud-est della città, più precisamente nell’area di Giarizzole, con il fine di ridurre il numero di abbandoni, con un investimento complessivo di 1.500.000 milioni di euro, di cui 1 finanziato dal PNRR nel periodo 2023-2025.
Come illustrato in precedenti articoli in passato, secondo i dati rilasciati dall’ARPA lo scorso anno, i “triestini” fanno ancora molta fatica a differenziare i rifiuti e a conferire nei centri di raccolta quelli considerati “ingombranti”. Dati alla mano, in Friuli Venezia Giulia si ricicla circa il 65% dei rifiuti, un dato di tutto rispetto considerata la media nazionale ma che purtroppo non va ascritto al Capoluogo Regionale. Nell’ultimo triennio, infatti, i dati riguardanti la raccolta differenziata della città di Trieste non hanno mai superato il 44% anche se, rispetto al 2019, i numeri odierni fanno emergere un lieve miglioramento il quale tuttavia non arriva a toccare la soglia del 45% in grado di far passare il Capoluogo Giuliano dalla fascia rossa a quella gialla più virtuosa. A peggiorare poi la lacuna, c’è proprio il fenomeno dell’abbandono di rifiuti ingombranti lungo le strade o presso le aree ecologiche. Secondo i dati Acegas, nel solo 2020, questa pratica incivile è costata alle casse comunali quasi 500.000 euro. Negli scorsi anni, infatti, sono stati numerosi i precedenti verificatisi in diverse zone delle città, alcuni dei quali sono stati poi oggetto di indagine da parte delle Guardie Ambientali della Polizia Locale di Trieste le quali, una volta individuati i responsabili, in base all’Articolo 23 del “Regolamento Gestione Rifiuti Urbani e Pulizia del Territorio” sono stati sanzionati con un’ammenda dal valore di 600 euro. Le istituzioni ricordano che la gestione differenziata dei rifiuti urbani è indispensabile per ottenere la riduzione del carico dei rifiuti stessi, che, in quantità ormai eccessive, sono destinati alle discariche, ma anche e soprattutto perché, se smaltiti in modo corretto, permettono di ottenere un notevole risparmio energetico, il riciclaggio delle materie prime e, quindi, un minore inquinamento ambientale.


