09.05.2023 – 13.05 – Addio Riccione, benvenuto FVG. Secondo l’ultima analisi della Fondazione Think Tank Nord Est l’Alto Adriatico, col Veneto e il Friuli Venezia Giulia, ha superato con 27,1 milioni di presenze turistiche nel 2022 la Riviera Romagnola che si assesta a ‘soli’ 26,5 milioni. Il sorpasso che prende quale riferimento il turismo costiero e balneare, era in realtà già avvenuto nel 2021, con 23,3 milioni contro 22,6. Le spiagge del FVG e del Veneto pertanto attraggono maggiormente e, a sorpresa, sconfiggono località molto più blasonate, il cui monopolio turistico continuava dagli inizi del duemila. Specificatamente l’Alto Adriatico annovera 7 località balneari (da sud a nord: Cavallino, Jesolo, Eraclea, Caorle, Bibione, Lignano e Grado) e 113 km di costa, contrapposti alle 10 destinazioni (da nord a sud: Comacchio, i lidi di Ravenna, Cervia, Cesenatico, i lidi forlivesi, Bellaria-Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano e Cattolica) e ai 140 km di costa della Riviera. Il gioco di forze sembra dunque favorire l’Emilia-Romagna, eppure l’Alto Adriatico viene preferito dal turismo italiano e straniero.
Dati, in apertura della stagione balneare, che si incastrano bene con le ultime statistiche relative invece al primo trimestre 2023, cioè relativo al turismo invernale nel Friuli Venezia Giulia: rispetto allo stesso periodo, gennaio-marzo, del 2022, la presenza di turisti in regione è cresciuta del 31,8 per cento, mentre rispetto ai primi tre mesi del 2019 (il periodo pre-Covid) l’aumento che si è registrato è dell’11,9 per cento. Il totale ammonta a quasi un milione, cioè 977.545 presenze; 566.010 sono i turisti italiani, 411.535 i visitatori provenienti da altri Paesi.
Molto positivi anche i numeri sulle provenienze turistiche: nel primo trimestre 2023 gli stranieri che sono arrivati in Friuli Venezia Giulia rappresentano il 37,1 per cento del totale di chi visita il territorio regionale (un dato in crescita rispetto al periodo pre-Covid), mentre gli italiani rappresentano il 62,9 per cento del totale. Rispetto al primo trimestre dell’anno scorso l’incremento tra gli stranieri è stato del 55 per cento.
“L’Alto Adriatico registra numeri da record durante la stagione estiva – dichiara Antonio Simeoni, vice presidente della Fondazione Think Tank Nord Est – soprattutto grazie ad una naturale vocazione internazionale, particolarmente marcata a Lignano e Grado. La qualità dei servizi offerti e l’attenzione a temi come la sostenibilità viene apprezzata dai turisti provenienti da molti Paesi europei. È però fondamentale continuare ad investire per sviluppare l’attrattività anche nei mesi primaverili ed autunnali. L’obiettivo è quello di tenere aperte le strutture ricettive per almeno 8 mesi all’anno, da marzo a ottobre, puntando su eventi culturali e sportivi, nonchè sulla promozione dell’entroterra e del turismo lento – aggiunge Simeoni – intercettando nuovi target di turisti, facendo leva su motivazioni legate alla cultura, al wellness, all’enogastronomia, agli sport del mare e ai percorsi ciclabili”.
[z.s.]


