Novelli (Forza Italia): ‘Stop alla diseguaglianza tra lingua slovena e friulana’

23.05.2023 – 12.45 – Novelli (Forza Italia): ‘Stop alla diseguaglianza tra lingua slovena e friulana’. È a favore di un’uguaglianza tra i diversi idiomi presenti sul territorio del Friuli-Venezia Giulia che si esprime Roberto Novelli, consigliere regionale di Forza Italia, che ritiene che la diseguaglianza, percepibile soprattutto a livello istituzionale, tra la lingua slovena e friulana, debba finire. “Il patrimonio linguistico della nostra regione è alla base della nostra specialità e ci rende unici nel panorama europeo. Ci sono tre minoranze linguistiche: il friulano, lo sloveno e il tedesco. Non è chiaro il criterio secondo il quale la lingua slovena riceva sistematicamente un trattamento spropositatamente migliore rispetto al friulano e al tedesco”. Sempre Novelli, sulla questione: “C’è una legge ad hoc che tutela tutte le minoranze linguistiche ed è stato sottoscritto un contratto di servizio che prevede che una quota della programmazione radio-televisiva sia realizzata in lingua friulana. Ogni anno la Rai riceve oltre 12 milioni di euro per produrre programmi e trasmissioni nelle lingue tutelate: per quale motivo un solo dodicesimo è destinato al friulano? La sperequazione risulta essere clamorosa anche prendendo in considerazione le ore di messa in onda: 4517 ore di trasmissioni radiofoniche contro 150, 208 ore di programmi televisivi contro 40. Come si spiegano questi numeri?”.

Ancora Novelli, di Forza italia, sulla diseguaglianza tra sloveno e friulano: “Siamo al cospetto di una disparità di trattamento enorme e non accettabile. La comunità friulana è certamente più numerosa di quella slovena sul nostro territorio. Non possiamo più accettare risposte evasive. Per la minoranza slovena è sempre festa, ai friulani tocca tirare la cinghia. Non va bene. Non più. Bene –conclude Novelli-  l’attenzione dimostrata da emittenti locali e da alcuni organi di stampa che, evidentemente, hanno compreso quanto l’identità culturale di un popolo si esprima anche per il tramite della propria lingua”.

[c.s.]

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