Legambiente contro la tappa del giro d’Italia sul Monte Lussari

03.05.2023 – 16:00 – Con una lettera aperta rivolta alle principali istituzioni regionali e provinciali, un gruppo di associazioni ambientaliste guidate da Legambiente (Fiab Udine – aBicitUdine, Italia Nostra FVG, WWF FVG e la stessa Legambiente FVG) ha espresso una posizione di contrarietà alla tappa del giro d’Italia sul Monte Lussari. Si chiarisce nell’appello che la posizione non è “per contrarietà al ciclismo, anche agonistico, ma per le caratteristiche ambientali, paesaggistiche, storiche e religiose del Monte Lussari”, che non ha bisogno di essere spettacolarizzato e sfruttato compromettendone l’equilibrio naturale.

Non è la prima volta che associazioni e privati cittadini esprimono un parere avverso all’arrivo della tappa nel Monte Lussari, già osteggiato sin dal momento in cui sono state avanzate le prime proposte ormai diversi anni fa. La protesta ha anche portato nella scorsa estate al lancio di una petizione che ad oggi ha raccolto poco più di 3200 adesioni. Il timore degli ambientalisti è che lo sfruttamento intensivo delle risorse danneggi l’ambiente a vantaggio del profitto immediato anziché preservarlo in un’ottica di sviluppo sostenibile. Si tratta, ammoniscono, di una visione che tiene conto esclusivamente delle ragioni del business. Resta tuttavia vago – finché Legambiente non provvederà a chiarire più pragmaticamente la questione – in cosa consista concretamente il pericolo per il paesaggio alpino, al netto di un incremento transitorio e facilmente tamponabile della produzione di rifiuti dovuto all’aumento dell’utenza. È invece assai più chiara la contrarietà al progetto di cementificare la strada che conduce al Monte Lussari, presentata come intervento di messa in sicurezza e su cui le suddette associazioni hanno già preso posizione in passato.

A fronte dell’inefficacia dei tentativi di evitare l’evento, la lettera aperta lancia due proposte atte a salvaguardare l’ambiente. La prima suggerisce un evento “plastic free”, quindi senza gadget e senza pubblicità all’arrivo di tappa. La seconda chiede che sia calcolata l’impronta di carbonio dell’evento e compensata, ad esempio destinando dei fondi per il rimboschimento del Carso devastato dagli incendi. Nella lettera diffusa da Legambiente si precisa che l’ostilità non è certo rivolta al ciclismo, che è “amico dell’ambiente” e si chiede che siano resi pubblici i dettagli organizzativi e logistici della tappa sul Monte Lussari (servizi igienici, la gestione rifiuti, la sicurezza sul tracciato anche in relazione alla regolamentazione dei flussi e le azioni di sensibilizzazione di spettatori) così come si avvisa che le associazioni monitoreranno gli esiti del post intervento.

“Esprimiamo il nostro plauso per il tratto di cronoscalata effettuato lungo la ciclabile Alpe Adria” conclude la lettera. “Certo, saremmo stati ancora più contenti se la solerzia e la velocità con cui è stata cementata la vecchia strada forestale, fosse stata impiegata anche per completare la ciclabile FVG1 ferma da 6 anni alla stazione di Moggio. Per concludere crediamo che la bicicletta sia amica di un futuro desiderabile. Così come lo sono i paesaggi, i torrenti, i pilastri di roccia, il legno che suona, un fiore e un bimbo. La saggezza abita il limite, che accende il desiderio di preservare ciò che ci è caro”.

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