Il patrimonio culturale della pesca in Fvg verso la candidatura UNESCO

21.04.2023 – 11.15 – Tradizione, territorio, artigianalità e patrimonio culturale. I mestieri del mare in uso tutt’oggi legati alla pesca tradizionale in Friuli Venezia Giulia si candidano alla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO. L’ipotesi di una candidatura UNESCO prende forma nel 2017, su iniziativa di alcuni FLAG (Fisheries Local Action Group) italiani e si perfeziona nel 2019 in un progetto dal titolo “Patrimonio Culturale della Pesca” sostenuto dal FEAMP, il Fondo europeo per la politica marittima, la pesca e l’acquacoltura per il periodo 2014-2020. Promotori sono nove FLAG di sei regioni italiane, che concordano una serie di attività di indagine e comunicazione che porteranno, entro marzo 2023, all’avvio dell’iter di candidatura alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

Il progetto di valorizzazione è legato a una precedente iniziativa della camera di commercio, Fish Very Good, che tornerà ad animare la provincia di Udine dal 26 al 28 maggio. In questo contesto la camera di commercio giuliana si fa promotrice delle attività della piccola pesca, risultando così una delle cinque camere di commercio che spinge sul comparto a livello nazionale. L’obiettivo è chiaro: sollecitare i piccoli imprenditori locali, diversificando le opportunità di reddito, con il fine ideale di attirare turismo attraverso servizi di valorizzazione delle tradizioni pescherecce.

C’è un’importante condizione, però, da considerare: la candidatura riguarda quelle tradizioni che sono ancora vive, portate avanti da artigiani che desiderano non vengano perse. Imbarcazioni, reti da posta e da raccolta, rasce a mano e trappole mobili, vele, confraternite e manufatti.

Si tratta di un proposta che mette insieme parte pubblica e privata. Oltre ad Aries scarl camera di commercio e al Flag GAC FVG, nella cordata sono presenti la Regione, i Comuni di Duino Aurisina, Grado e Marano Lagunare, assieme alle associazioni della pesca e le associazioni sindacali ambientalistiche. La collaborazione passa anche per i musei: il museo della pesca litorale triestino Ribiski Muzej traskega primorja, il museo della laguna di Marano Lagunare, il museo della pesca di Grado e il BioMa di Miramare.

Il presidente della camera di commercio e del GAC FVG, Antonio Paoletti: “Oggi posiamo un nuovo tassello di un programma che si concluderà alla fine del 2023. Una sintesi del lavoro fatto col Flag e con Mirabilia. Il sunto è trasmettere alle persone che usare anche il pesce autoctono per la propria alimentazione è importate; che ha proprietà organolettiche diverse e che il mare, il mestiere della pesca, i prodotti autoctoni sono da proteggere e promuovere. Stiamo ora puntando all’UNESCO, per questo c’è Mirabilia con noi”.

Il responsabile del piano d’azione del Flag GAC FVG, Franco Manzin: “La Regione si impegna da vent’anni nella cooperazione territoriale che parte da un gruppo di regioni nel 2003, con progetto Interreg Italia-Croazia. Negli anni i rapporti si sono consolidati anche grazie agli enti scientifici. Attraverso questi progetti si è demandata l’attività di coesione di esperienze che si stanno affermando e sono state avviate da anni. Il tutto al fine della valorizzare gli operatori della filiera ittica”.

Il coordinatore delle attività, Giovanni Dean: “Candidare all’UNESCO i mestieri della pesca significa sostenere un settore indifficoltà in termini di reddito, puntando al turismo; da qui la necessità di costruire anche un’infrastruttura culturale insieme agli altri Flag italiani, con i quali individuiamo le tradizioni della pesca che si utilizzano ancora oggi”.

Il coordinatore dell’associazione Mirabilia network, Vito Signati: “Mirabilia propone attraverso le camere di commercio socie la promozione dei siti UNESCO meno noti. L’idea progettuale nasce nel 2012 per potenziare il turismo, valorizzando la cultura e i territori, gli uomini e le idee; perché UNESCO significa crescita culturale ed economica”.

Infine, per rappresentare al meglio la cultura della pesca territoriale è stato prodotto il docu-film dal titolo “Salsedine”: la regia è di Riccardo Stopponi e la sceneggiatura di Lorenzo Trane, per una produzione Twister Film; il documentario, dall’approccio storico-antropologico, verrà proposto alla mostra del cinema di Venezia questo settembre.

mb.r

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