Dall’Ucraina al porto di Trieste e Monfalcone, anche il viceministro Rixi conferma

24.03.2023 – 07.01 – Il porto di Trieste e Monfalcone quali primi scali, primi punti ‘di sbarco’ per le merci prodotte dall’apparato industriale e agricolo dell’Ucraina. La teorizzazione – destinata a diventare realtà solo nel caso di una vittoria dell’Ucraina e di una sua completa ricostruzione – viene discussa da tempo dagli esponenti del governo; e ha trovato, due giorni fa, l’ennesima riconferma attraverso le parole del viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi. Il viceministro lo ha definita una “una grande opportunità per questo territorio”, a margine di un incontro a Monfalcone dove incontrava le alte cariche monfalconesi attive nell’economia marina; i dirigenti delle imprese private attive nello scalo, le imprese di nautica e i rappresentanti delle categorie e dei sindacati.

Sembra esservi dunque una volontà ferma, da parte del Governo Meloni, di utilizzare la naturale geografia del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, con un’enfasi su Trieste e Venezia, quale ‘snodi’ per il traffico da e per l’Ucraina. Sfruttando, a propria volta, lo scalo giuliano per i collegamenti con l’Austria e la Germania, come già avviene.
In quest’ambito il viceministro ha osservato come sia fondamentale accelerare sul fronte del potenziamento ferroviario, tanto nella estensione delle tratte, quanto nella velocizzazione delle linee già operanti; tutte opere in capo a RFI che dovrebbe procedere a tempo a una serie di interventi infrastrutturali per accorciare il tragitto Trieste-Venezia.
Durante l’incontro si è anche accennato a una possibile riforma della portualità e, nel campo della transizione ecologica, all’utilizzo della formula delle comunità energetiche anche per i porti italiani.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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