97° reggimento, quando Basovizza fu campo di addestramento. L’innovazione di Conrad von Hötzendorf

di Roberto Todero 
01.03.2023 – 09.00 – Quando Conrad venne destinato a Trieste nel 1899 quale comandante della 55^ brigata, stava ancora lavorando al suo manuale “l’addestramento al combattimento della fanteria”. Fu a Trieste che firmò la prima edizione di questa opera anteponendo alla data il luogo: Triest, Jänner 1900. Nemico delle manovre tradizionali, Conrad cercò subito un terreno vicino alla città dove applicare le sue teorie, trovandolo a Basovizza, lì dove c’era un poligono militare, oggi nei campi tra il monumento agli eroi di Basovizza, la specola dedicata a Margherita Hack e il monte Cocusso. Il fatto viene ricordato con un certo orgoglio anche da Alois Radeglia che fece tutta la sua carriera nel 97°, da cadetto reggimentale a capitano nella prima guerra mondiale: il nostro non era un reggimento da parata, il nostro terreno d’esercizi era il Carso. Abbiamo sempre avuto grandi comandanti che sapevano condurre l’addestramento con mano sicura. Una speciale influenza sulla nostra preparazione al combattimento l’ha data il brigadiere (poi feldmaresciallo) Conrad von Hötzendorf che ha sperimentato le sue teorie sulle moderne tecniche di combattimento proprio con il nostro reggimento. Erano gli anni nei quali gli avversari di Conrad, parlando delle sue teorie addestrative e della applicazione pratica che ad esse dava, dicevano come non fosse necessario morire già durante le manovre. Ma le teorie di Conrad erano corrette, addirittura avanti con i tempi e più ancora adatte a un esercito nel quale le diverse lingue riconosciute rappresentavano una complicazione anche per l’addestramento. Salendo per gli esercizi da Piazza della Caserma all’altopiano sopra a Trieste i soldati cantavano “quando saremo al campo, con la sciopeta nova, noi la farem la prova, che tiro che la fa”. 

r.t

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