19.01.2023 – 18.30 – “I dirigenti medici e gli altri dirigenti delle professioni sanitarie di Trieste sono tra i meno pagati d’Italia, lo certifica il Conto annuale dello Stato (sito del MEF) relativo all’anno 2020, che è l’ultimo disponibile.
Infatti, la retribuzione media annua dei medici e altri dirigenti sanitari non medici che lavorano nell’area triestina è pari 76.350 euro pro capite, contro una retribuzione media nazionale di 84.044 euro; quindi a Trieste è di oltre 7.000 euro inferiore alla media nazionale, che ci pone al terz’ultimo posto degli stipendi più bassi d’ Italia, peggio di noi solo Agrigento e Chieti.
Ho quindi interrogato la Giunta regionale per conoscere come intende ovviare a questa insopportabile sperequazione economica a danno di tutti i dirigenti medici e sanitari dell’area triestina.
Pare evidente che la prospettiva di essere pagati meno che altrove non può che dissuadere bravi professionisti da venire a lavorare a Trieste e invogliare gli autoctoni a dirigersi verso lidi più remunerativi, p.es. in Veneto dove le paghe sono superiori alla media nazionale, per cui se un professionista lascia Trieste e va a Venezia o Verona avrà uno stipendio più alto di oltre 10.000 euro annui.
Ma i soldi, ancorché importanti, non sono tutto, contano anche l’organizzazione, il clima di lavoro, e non risultano attrattive le strutture dove c’è poca o punto trasparenza, dove guai ai professionisti che si lamentano o parlano in pubblico.
I professionisti, che sono la risorsa più preziosa di un’Azienda sanitaria, da noi sembrano essere visti come meri fattori di produzione, e come tali trattati, o meglio sfruttati. E su questo punto si riconosce una deleteria continuità con la precedente amministrazione, che definiva pubblicamene i primari medici come poltrone inutili, quindi da rottamare. Principalmente al fine del risparmio, ma anche perché questi professionisti non erano yes men e le amministrazioni meno dotate preferiscono la fedeltà alla competenza. E i risultati si vedono.”. Così il consigliere regionale del Polo liberale Walter Zalukar.


