Slovenia, ‘permesso ambientale’ per Krško. È ufficiale, in funzione fino al 2043

17.01.2023 – 09.46 – La centrale nucleare di Krško, in Slovenia, ha ricevuto un ‘permesso ambientale‘, una condizione chiave per continuare il suo utilizzo per altri vent’anni, fino al 2043. Il permesso è stato fornito dal Ministero dell’Ambiente sloveno e conclude un’ampia procedura volta ad accertare l’impatto ambientale della centrale dopo l’ultimo anno di manutenzioni e upgrade, avvenuto specie tra l’estate-autunno 2022. Krško potrà dunque rimanere operativa per altri vent’anni. I controlli del Ministero hanno preso in considerazione la sicurezza sismica della centrale, i miglioramenti nell’ambito della sicurezza, gli sforzi per ridurre la possibilità di disastri ambientali, la resilienza nei confronti del cambiamento climatico e altri fattori esterni, tra cui la devastante siccità verificatasi la scorsa estate 2022, tale da porre in difficoltà tanto l’impianto nucleare, quanto le centrali idroelettriche slovene. Nel prossimo futuro la centrale mira a migliorare ulteriormente la propria sicurezza attraverso nuovi elementi, tra cui figura un ‘deposito asciutto per combustibile esausto‘ (SFDS Spent Fuel Dry Storage) riservato alle scorie radioattive.
Il Ministro delle Infrastrutture Bojan Kumer ha osservato che il permesso è un passaggio chiave per estendere la longevità della centrale, ma non sarà l’ultimo; considerando infatti la crisi energetica in corso, è “un segnale molto importante che la situazione dell’energia in slovena è sotto controllo”. Il nucleare, secondo Kumer, “è una fonte di energia estremamente stabile, estremamente affidabile, sicura e competitiva”.
Vi sono ancora degli ultimi controlli in corso, ma sono tutti agli ultimi stadi di approvazione; specie l’ispezione periodica dell’Amministrazione per la sicurezza nucleare. In risposta alle critiche giunte dall’Austria sul fronte della sicurezza (Vienna è nota per le posizioni anti-nucleari), era stato tenuto un dibattito a Graz, dove era stata data risposta a gran parte delle critiche degli esperti austriaci. In particolare era stato affermato che la centrale, con le ultime migliorie, è in grado di resistere anche a un forte terremoto.

Costruita nel 1981 quale parte dei progetti della Jugoslavia e successivamente, negli anni Novanta, risultata al confine tra Slovenia e Croazia, la centrale nucleare di Krško fornisce più di un quarto dell’elettricità slovena e un quinto di quella croata. Sebbene vi sia una gestione comune, la centrale è un asset sloveno e rappresenta per Lubiana un elemento molto più importante che per Zagabria. È da tempo in via di progettazione la costruzione di un nuovo, moderno, reattore; si ventilava un apporto russo o americano, ma a causa del conflitto in Ucraina la tecnologia verrà probabilmente venduta dagli USA.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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