13.01.2023 – 10:20 – Con il primo gennaio 2023 i prezzi dei carburanti calmierati (con sconti di 30 e 18 centesimi) dal precedente Governo Draghi sono tornati a salire riportando i costi di benzina e diesel ai valori di primavera ed estate 2022 ovvero “gonfiati” dalle speculazioni sorte in seguito all’inasprirsi del conflitto russo-ucraino. Terminato lo sconto nazionale, il quale è rimasto in vigore fino al 31 dicembre 2022, il nuovo Governo Meloni ha preferito tagliare di un punto le tasse sul lavoro piuttosto che le accise per altri quattro mesi. “Se il prezzo sale oltre una determinata soglia, quello che lo Stato incassa in più di Iva verrà utilizzato per abbassare il prezzo dei carburanti” – ha spiegato la Premier Meloni cercando di placare la tensione salita alle stelle dopo le misure decise dall’esecutivo contro i rincari. Ad ogni modo, la suddetta azione di Governo non è stata gradita da tutti i gestori delle stazioni di servizio del nostro Paese. Per far sentire la propria voce in merito alla situazione venuta a crearsi in queste prime due settimane del nuovo anno, i benzinai hanno infatti indetto uno sciopero di 48 ore per le giornate del 25 e del 26 gennaio, con tanto presidio sotto Palazzo Montecitorio, sede della Camera dei Deputati e del Parlamento. “L’obiettivo – hanno spiegato in una nota – è quello di porre fine a questa ondata di fango contro una categoria di onesti lavoratori e cercare di ristabilire la verità”, – hanno spiegato in maniera congiunta le sigle Faib-Confesercenti, Fegica, Figisc-Confcommercio, le quali accusano il Governo di aumentare il prezzo dei carburanti, scaricando “la responsabilità sui gestori”. Secondo Meloni, “la gran parte dei gestori si sta comportando con grande responsabilità e forse proprio a loro tutela occorre individuare chi non dovesse avere la stessa responsabilità. Però voglio dire che occorre anche mettere la categoria al riparo da certe mistificazioni, perché quando si parla per settimana del prezzo della benzina a 2,50 €, mentre il prezzo medio della benzina è 1,80 €, diciamo che non aiuta”.
Le misure adottate sono contro i fenomeni speculativi e “quindi a tutela dei distributori” – ha spiegato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari. “Non c’è nessuna ondata di fango nei confronti dei titolari delle pompe di benzina e del settore”, – ha dichiarato il Sottosegretario Alfredo Mantovano, il quale ha annunciato la decisione di convocare un incontro con i sindacati del settore. “Per ascoltare le loro ragioni e confrontarle con le misure che il Governo intende adottare e ha adottato”, – ha spiegato Mantovano che sarà al tavolo insieme ai ministri Giorgetti e Urso.
In Friuli Venezia Giulia il prezzo del rifornimento è di circa 1,799 € per la benzina e 1,859 € per il diesel. Valori in linea se non al di sotto della media nazionale (B:1,891 – D:1,953) se non inferiori. Questo è quanto emerso in un raffronto tra l’osservatorio prezzi ministeriale e quello regionale. Sul nostro territorio, poi, non ci sono attività investigative né da parte delle Procure né da parte della Guardia di Finanza sui prezzi del carburante. Va sottolineato che con “Tessera Regionale FVG“, in “Fascia 1” il prezzo cala a 1,509 € per la verde e ad 1,659 € per il gasolio. A 1,459 € infine per chi possiede vetture ibride. Ad ogni modo, terminato lo sconto sulle accise, ha ripreso vigore sul nostro territorio la pratica del cosiddetto “turismo del pieno” verso la Slovenia dove i prezzi si sono mantenuti costantemente più bassi. La benzina è infatti reperibile a circa 1,276 € mentre il gasolio a 1,483 €. Con un divario di prezzo medio il quale si aggira attorno ai 30 centesimi al litro, i benzinai del nostro territorio hanno chiesto a Governo e Regione di agire in tempi brevi per scongiurare il dimezzarsi della clientela nel corso del mese. A partire (forse) dal giorno 16 del corrente mese, – secondo quanto si apprende dagli esercenti del settore – all’attuale supersconto FVG (-0,29 cent sulla benzina e – 0,20 sul gasolio) potrebbe aggiungersi un ulteriore taglio dal valore non ancora definito.


