Omicidio Rotta e Demenego, Meran rifiuta la nuova perizia

04.01.2023 – 07:45 – La nuova udienza in Corte d’Appello per discutere circa gli esiti di una nuova perizia psichiartrica che permetterebbe agli inquirenti di comprendere con maggiore chiarezza il livello di pericolosità sociale di Alejandro Augusto Stephan Meran, il cittadino dominicano che nell’ottobre del 2019 uccise due agenti della Polizia di Stato tra le mura della Questura di Trieste, è stata fissata per il prossimo 20 Gennaio. Lo scorso 4 novembre la Corte aveva affidato l’incarico allo psichiatra Francesco Piani e dato 60 giorni di tempo per depositare gli esiti dell’esame. Secondo quanto comunicato dal perito – ha riferito Paolo Bevilacqua, avvocato difensore di Meran assieme ad Alice BevilacquaMeran starebbe rifiutandosi di sottoporsi a nuova valutazione. Un nuovo tentativo da parte dello specialista è attualmenta in calendario per il 10 gennaio.

In primo grado, il Pubblico Ministero preposto all’esercizio dell’azione penale, Federica Riolino, aveva chiesto, “non a cuor leggero”, l’assoluzione del Meran per aver commesso il fatto in stato di non imputabilità in quanto compiuto in uno stato di “totale vizio mentale”. La richiesta era giunta al termine di una requisitoria di circa un’ora davanti alla Corte d’Assise di Trieste. La PM, sottolineando la “grande pericolosità sociale” di Meran, aveva quindi avanzato la proposta di applicare una misura di sicurezza “in una struttura idonea”, nello specifico una REMS, ossia una struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reati affetti da disturbi mentali e ritenuti socialmente pericolosi. La perizia psichiatrica richiesta dalla Corte, infatti, negli scorsi mesi, aveva escluso “totalmente la capacità di volere” dell’imputato. Ad ogni modo, tale accorgimento non potrà essere applicato in quanto, attualmente, non esiste alcuna struttura in grado di accogliere un ospite con precise misure di sicurezza; pertanto Meran, fino a quando non otterrà la possibilità di accedere all’apposito luogo di ricovero, nonostante l’ultima sentenza, resterà rinchiuso presso il Carcere di Verona.

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