Pedopornografia online, arrestato un 53enne di Udine

17.12.2020 – 11.27 – Nella giornata di ieri, 16 dicembre, si è conclusa una delle più grandi operazioni di Polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online: oltre 300 agenti della Polizia Postale hanno eseguito perquisizioni e arresti in flagranza in 53 province e 18 regioni Italiane. Dopo due anni di indagini condotte “sotto copertura” sulla rete Internet, la Polizia Postale di Milano e del C.N.C.P.O. (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online) del Servizio Polizia Postale di Roma hanno identificato 432 utenti che, sfruttando le potenzialità delle diffusissime applicazioni WhatsApp e Telegram, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti vere e proprie violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.

Dei 159 gruppi individuati dagli investigatori della Polizia Postale, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi con ruoli e compiti ben definiti. Ciascun gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato – e, quindi, la “sicurezza” – del sodalizio criminale, oltre che dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava, infatti, l’espulsione da parte degli amministratori. La lunga e capillare attività di indagine ha consentito di dare un nome ai nickname utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.

Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla Procura Distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email e profili social. Durante le perquisizioni sono stati altresì rinvenuti gli account utilizzati dagli indagati per la richiesta del materiale pedopornografico e un ingente quantitativo di materiale illecito custodito sui supporti informatici sottoposti a sequestro.

L’attività svolta ha evidenziato come il fenomeno criminale in argomento sia assolutamente trasversale, dal momento che tra gli indagati figurano persone di estrazione sociale ed età molto eterogenee, quali affermati professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici, di cui un vigile urbano e diversi disoccupati, con età anagrafiche che oscillano tra i 18 e i 71 anni.

Nella maxi operazione, riporta TGR Friuli Venezia Giulia, è stato arrestato un uomo di 53 anni residente nella provincia di Udine. Nei suoi terminali sono stati trovati migliaia di file di natura pedopornografica e centinaia di chat su diverse piattaforme di messaggistica istantanea dove l’indagato aveva ricevuto e divulgato del materiale illecito relativo allo sfruttamento sessuale di minori.

Sono state trovate anche chat tra l’uomo e minori che potrebbero ricondurre a tentativi di adescamento online e che sono al vaglio degli inquirenti.

a.b

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