La Cina grande malato (di Covid) e le conseguenze per il porto di Trieste

13.01.2023 – 07.01 – L’abbandono della politica zero Covid da parte della Cina, dopo anni di pressioni da parte dei paesi occidentali, avrà ripercussioni sul mondo della logistica e dei porti europei, Trieste compresa. Nonostante la Repubblica Popolare Cinese non trasmetta più i dati dei contagi e morti – in linea d’altronde con altri paesi, ad esempio l’Italia, che limitano drasticamente i bollettini – le aziende cinesi hanno comunicato diversi rallentamenti e ritardi nella produzione industriale, con pesanti ripercussioni a propria volta sul traffico marittimo dalla Cina.
L’ANSA ha riportato un commento del presidente Zeno D’Agostino, secondo cui “se la cosa va avanti così, faremo settimane in tutti i porti del mondo, non solo a Trieste, con numeri più bassi rispetto quelli a cui siamo abituati”. Le ripercussioni sulla logistica sono previste, nel caso giuliano, per l’inizio della primavera, tra fine febbraio e inizio marzo.

Le analisi sui blocchi e i rallentamenti connessi al Covid in Cina sono stati finora pubblicati dai siti statunitensi. I giornalisti americani sono particolarmente spaventati dal fatto che in realtà, almeno nel mercato USA, la domanda di merce prodotta dalle aziende in Cina è drasticamente calata, con un massiccio -40%. Eppure, anche con un simile calo, le fabbriche non riescono a consegnare i prodotti secondo le tempistiche.
Le stime, in assenza di dati ufficiali e/o sul campo, rimangono incerte; ma in linea generale si stima che metà o addirittura tre quarti della forza lavoro cinese sia infetta o non sia capace di lavorare causa malattia.
Il porto più grande al mondo, cioè Shanghai, ha comunicato che le cancellazioni degli ordini stanno aumentando, in quanto molte fabbriche risultano operative solo parzialmente. Lo comunica la compagnia di logistica con base a Hong Kong HLS, secondo cui vi è peraltro una carenza di camionisti e addetti alla movimentazione merci.
Sembra altrettanto in difficoltà anche il porto di Shenzhen, il quarto più grande hub di container al mondo e la sede delle fabbriche Apple, il quale comunica a sua volta come tantissime prenotazioni per le navi siano state cancellate.
Quingdao, il sesto porto più grande al mondo, ha comunicato che le fabbriche nella zona hanno solo un quarto della forza lavoro operativa e non possono garantire normali ritmi di produzione.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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