31.01.2023 – 11:30 – Quella appena trascorsa è stata una calda settimana di mobilitazione per i gruppi anarchici italiani i quali sono scesi nelle piazze di diverse città della Penisola per chiedere la riduzione della pena al compagno Alfredo Cospito, detenuto da 10 anni nel carcere di Sassari sotto regime di “41 Bis” e in sciopero della fame da più di 100 giorni per protestare contro la condanna che gli è stata inflitta. Negli scorsi giorni, sono stati molteplici le azioni di violenza perpetrate nell’ambito delle suddette manifestazioni: a Roma un agente in forza presso il Commissariato di Polizia del Prenestino ha rinvenuto due bombe molotov pronte per essere utilizzate, a Torino il procuratore generale che sostiene l’accusa contro Cospito si è visto recapitare un proiettile all’interno di una busta recante sul frntespizio una lettera “A”, a Trieste, dopo aver effettuato il percorso da Campo San Giacomo a Piazza Goldini, la frangia più calda dei manifestanti ha provato ad eludere il cospicuo cordone delle Forze dell’Ordine cercando di cambiare in medias res il percorso previsto e entrando in contatto con i poliziotti del reparto mobile nel tratto finale del Corso Italia.
In seguito ai cortei, agli scontri ed alle polemiche degli ultimi giorni, Cospito, a causa dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute, è stato trasferito presso il Carcere di Opera, a Milano. A questa struttura, la più grande casa di reclusione del Paese, sono destinati detenuti affetti da gravi patologie. Ieri il medico di fiducia, Angelica Milia, aveva sostenuto che il detenuto era a “rischio fibrillazione”, in considerazione del suo forte calo di peso, e ne aveva sollecitato il trasferimento. La notizia è stata resa nota dal legale del detenuto, l’avvocato Flavio Rossi Albertini. ”Alfredo Cospito non accetterà somministrazioni di cibo e continuerà lo sciopero della fame”, ha fatto sapere il legale. ”L’unico elemento di novità con questo trasferimento – ha aggiunto il difensore – è che nella struttura di Opera hanno specialisti in grado di intervenire tempestivamente in caso di emergenza”.
Nato a Pescara nel 1967, ma residente nel quartiere di San Salvario, a Torino, Cospito è ritenuto uno dei più attivi esponenti del mondo andarchico piemontese. In carcere da 10 anni per aver gambizzato nel 2012 l’allora amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, durante la sua prigionia è stato accusato anche dell’attentato del 2006 ai danni della Scuola Carabinieri di Fossano, in provincia di Cuneo dove due ordigni erano stati piazzati all’interno di due cassonetti siti all’ingresso dello stabile senza però causare né morti né feriti. Per quel gesto è stato condannato dalla Corte d’Appello a 20 anni di reclusione con l’accusa di strage.


