07.12.2022 – 07.01 – “Nucleare pulito di ultima generazione“, ma non dalla “vecchia centrale Krško 2” in Slovenia; rinnovabili, cioè principalmente fotovoltaico (“l’energia del sole”), eolico laddove sia sensato (“del vento dove possibile”) e idroelettrico (“dei corsi d’acqua”). A livello organizzativo servono nuove “comunità energetiche in cui l’autoconsumo garantirà l’abbattimento delle bollette”.
La Regione Friuli Venezia Giulia è inoltre aperta a un utilizzo delle navi gasiere (“ci si può discutere”) senza però danneggiare “un turismo costiero e marittimo molto importante” e sottrarre spazio a “grandi porti internazionali” quali lo scalo di Trieste.
È il futuro energetico di medio-lungo termine per la Regione FVG accennato dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, nell’occasione della conferenza a Trieste promossa dalla Cida (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità). Il titolo era significativo: ‘Quale svolta green presente e futura attuare in piena emergenza energetica’.
Erano anche presenti al convegno l’assessore comunale di Trieste alle Politiche finanziarie Everest Bertoli, il responsabile dell’ufficio sostenibilità di Area Science Park Fabio Morea e il professor Rodolfo Taccani dell’Università degli studi di Trieste (UNITS).
Scoccimarro ha ricordato nell’occasione, accanto ai 100 milioni stanziati per impianti fotovoltaici a disposizione dei privati, i 55 milioni di euro per l’approvvigionamento energetico delle imprese e i 20 milioni per la creazione di comunità energetiche e l’efficientamento energetico e idrico degli impianti sportivi pubblici e delle associazioni sportive dilettantistiche (ASD).
[z.s.]


