16.11.2022 – 18.45 – “A distanza di una settimana dalla denuncia del personale del Pronto Soccorso di Trieste sulle gravissime criticità in cui si trova questa struttura e tali da mettere a rischio la stessa sicurezza dei pazienti, scende ora in campo il sindacato più rappresentativo dei medici ospedalieri – l’ANAAO Assomed – che sottolinea come queste problematiche, pur ampiamente note da anni, siano state trascurate dei responsabili della sanità pubblica.”. Lo rimarca il consigliere regionale Walter Zalukar, del gruppo Misto.
“La rappresentanza dei medici – spiega Zalukar – conferma che tra le criticità più importanti vi è la carenza di posti letto nei reparti di medicina, per cui tanti malati, e tra questi molti anziani e fragili, vengono lasciati in barella anche per una settimana prima che per loro si liberi un letto. Non occorre qui ricordare i disagi fisici e psicologici di chi si trova disteso per giorni e giorni sul duro piano di una barella, senza un minimo di privacy, in pratica privato della dignità dovuta ad ogni persona, e tanto più se malata e anziana, per non parlare delle condizioni di assistenza e sicurezza.”.
I problemi, ricorda il consigliere, partono da lontano: “I medici ospedalieri ricordano che la dotazione dei posti letto imposta dalla riforma Serracchiani Telesca è ad oggi 3,1 per mille abitanti – la metà della Germania – e chiaramente insufficienti. L’ANAAO ne chiede quindi la revisione smentendo di fatto l’Assessore alla Salute che aveva recentemente dichiarato e che la disponibilità di posti letto internistici all’ospedale di Cattinara sono adeguati alle esigenze della popolazione di riferimento.”.
Naturalmente, oltre al problema dei posti letto c’è anche quello del personale: “Ovviamente un aumento di posti letto è possibile ed auspicabile, ma bisogna trovare il personale, medici e infermieri, e occorre quindi che la nostra Regione cominci ad attuare una politica che favorisca i professionisti a lavorare nei nostri ospedali, piuttosto che farli scappare. Quindi – come sottolinea l’ANAAO – servono miglioramenti economici, visto che i nostri medici sono i meno pagati tra le regioni italiane, possibilità di progresso professionale, organizzazione del lavoro condivisa, e poi c’è il capitolo della trasparenza.” conclude Zalukar.
[c.s.]


