16.11.2022 – Pruriti intensi, comparsa di vescicole cutanee, eruzioni cutanee, eritemi, lesioni, esantemi di vario genere: l’acariasi e i suoi sintomi possono essere davvero temibili per chi ha la sventura di entrarci in contatto. Innanzitutto, occorre precisare che sarebbe più preciso parlare di acariasi al plurale, in quanto si tratta di una “famiglia” di patologie prodotte sull’uomo dalla puntura degli acaridi, piccoli aracnidi parassitari.
Esistono numerosi acari, che possono entrare in contatto con l’uomo – o con gli animali – e provocare in esso un differente tipo di acariasi, ciascuno caratterizzato dai propri sintomi: uno dei tipi di acariasi più noto è certamente la scabbia, causata dall’omonimo acaro. O, ancora, una acariasi ben nota nelle società a tradizione contadina è la cosiddetta gatta porcina o acariasi da grano, così chiamata perché l’acaro che la prova parassita le larve di diversi insetti presenti nei cereali.
Diversi gli acari, diverse le acariasi e diversi i sintomi
Non sempre, in realtà, i sintomi delle acariasi sono da ricondurre a vere e proprie punture: dipende, infatti, da quale acaro l’ha provocata, perché a contatto con l’uomo – o con altre specie – ciascun acaro si comporta diversamente. Prendiamo come esempio l’acaro della scabbia. Questi non punge l’uomo, ma la femmina di questa specie, a contatto con la pelle umana, vi scava dei veri e propri cunicoli, in cui poi depone le uova da cui nasceranno le larve che a propria volta torneranno sulla superficie della pelle in cui diventeranno individui adulti. Tali lesioni provocano come sintomi dei pruriti particolarmente intensi, che generano a propria volta vescicole, lesioni e possono portare a sovrainfezioni batteriche.
Altri acari che non pungono l’uomo sono quelli appartenenti al genere demodex. Questi, infatti, vivono sulla superficie cutanea, mangiandone le cellule morte e il sebo e le acariasi provocate da essi presentano sintomi come lesioni di tipo acneico, che possono essere pruriginose. Generalmente, acari di questo tipo vivono serenamente sulla cute dell’uomo e non provocano fastidi, ma se proliferano eccessivamente possono essere decisamente fastidiosi.
Altre acariasi sono quelle provocate dai cosiddetti acari del genere trombicula e si presentano con sintomi quali eritemi. Questi acari, generalmente, vivono sui vegetali. Ma può capitare – soprattutto in autunno – che attacchino l’uomo per nutrirsi del suo sangue. queste specie tendono a colpire soprattutto gli arti inferiori dell’uomo.
Non solo prurito
Talvolta, oltre alle acariasi e ai sintomi più o meno fastidiosi (e pericolosi) che queste possono provocare, gli acari diventano però anche vettori di vari agenti patogeni. Anche molto temibili: uno di quelli che più frequentemente si accompagna all’acaro e il bacillo di Hansen. Ovvero il batterio responsabile della lebbra. Un altro dei batteri più sovente portato dagli acari è quello responsabile della cosiddetta febbre fluviale del Giappone, detta anche tifo tropicale o, per l’appunto, tifo da acaro.
Insomma, da quanto visto sembra che gli acari non siano proprio amichevoli con gli uomini. Per evitare le acariasi, i loro fastidiosi sintomi e le conseguenze ancora peggiori del contatto con gli acari, la soluzione migliore è quella di…evitare gli acari. Attraverso l’igiene e la pulizia, prima di tutto.
[E.R.]


