Trieste, presentato il progetto di fattibilità per il “Parco Verde” del Porto Vecchio

13.09.2022 – 13:20 – Si è tenuta questa mattina presso la Sala Lelio Luttazzi del Magazzino 26, a Trieste, la conferenza stampa di presentazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica del futuro “Parco Lineare Verde di Archeologia Industriale” dell’antico scalo giuliano, eseguito dallo Studio Atlerier(s) Femia. Il progetto, si inserisce nella riqualificazione del Porto Vecchio nell’ambito del cosiddetto “Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” finanziati dal Ministero della Cultura. Al tavolo hanno preso parte il Direttore del Dipartimento Territorio, Ambiente, Lavori Pubblici e Patrimonio, Ing. Giulio Bernetti e l’Architetto redattore del progetto (assieme al collega Michelangelo Pugliese), Alfonso Femia. Con i 40 milioni finanziati da Roma per intervenire sugli spazi del Porto Vecchio, il Comune di Trieste, in qualità di soggetto attuatore individuato dal Ministero, ha previsto la realizzazione di due sub interventi quali la costruzione del Viale Monumentale (dal valore di 19 milioni di euro) e del Parco Lineare Verde che andrà dal Terrapieno di Barcola al Centro Storico (dal valore di 21 milioni di euro). Il lungo “boulevard” che si protrare all’interno del Porto Vecchio dal Molo IV al Park Bovedo, conta una lunghezza di oltre tre chilometri promettendo di offrire alla città di Trieste enormi potenzialità di sviluppo lungo l’asse trasversale che unisce il sud con il nordovest della sua estensione urbana. Inoltre, come ricordato dallo Studio Femia, tra un luogo di interesse e l’altro (uffici pubblici, musei, sale teatro, laghetti, prati, fontane, piste ciclopedonali e impianti sportivi…solo per citarne alcuni) saranno realizzate delle “vere e proprie agorà” (sorgeranno negli spazi ove un tempo furono installate le pedane rotanti per lo scambio dei vagoni ferroviari) ossia delle piazze e dei luoghi di aggregazione dove trascorrere il proprio tempo libero all’aria aperta immersi nel verde (saranno piantati 680 alberi e piante ed arbusti di almeno 13 specie differenti) ad un passo dal mare.

L’Architetto Alfonso Femia.

“Questo è un progetto molto importante – ha dichiarato l’Architetto Alfonso Femia – coerente con le intenzioni dell’Amministrazione triestina e con il master sviluppato da Andreas Kipar, studio Land che, in questa prima attuazione, partendo dagli spazi pubblici, connette parti di città attraverso la realizzazione di spazi continui ed attrezzati. Un luogo accogliente che induce e suggerisce l’esplorazione della linea costiera, conservando la memoria storica dell’impianto urbano asburgico”. “Il progetto del Parco Lineare – ha aggiunto l’Architetto Michelangelo Pugliese – sarà una sezione di paesaggi in sequenza che rileggono in filigrana la storia la geografia di questa città, ma anche un luogo conviviale e sicuro dove stare. Il parco inverte il rapporto tra città e produzione vegetale divenendo nursery di piante che nel tempo andranno a colonizzare gli spazi pubblici della stessa”. Come sottolinato da Femia, infatti, una volta che alcuni degli alberi piantati raggiungeranno un’altezza tale da non essere più compatibili con le norme di sicurezza previste per il passaggio lungo il viale della Cabinovia Trieste-Carso, saranno spiantati per essere ricollocati nel cento cittadino ove ve ne sia bisogno. Così facendo il viale verde del Porto Vecchio fungerà da vero e proprio vivaio per la crescita del verde pubblico triestino.

Il Porto Vecchio conta cinque moli, più di tre chilometri di banchine e 23 tra magazzini ed hangar ed è direttamente collegato all’antica ferrovia. Si differenzia da tutti gli altri porti del Mediterraneo, assomigliando, nell’impianto urbanistico, ai grandi porti del Nord Europa. Costruito in appena due decenni, negli anni ’70 e ’80 dell’800, l’antico scalo giuliano evoca ancora oggi lo spirito austro.ungarico, tipico della sua epoca di maggiore utilizzo. Qui il Parco Verde Lineare, seguirà un disegno coerente, semplice e destinato a diventare iconico. Il Porto Vecchio e la città di Trieste nel suo insieme hanno avuto da sempre un carattere europeo e internazionale ed è proprio a questa dimensione sovranazionale che il progetto di riqualificazione oggi si ispira.

“Uno degli obiettivi di questo progetto – ha ricordato Femia – è quello di introdurre in un luogo come questo la natura come elemento dinamico, creativo e capace di essere attivo nel tempo ed in grado di relazionarsi con lui sia dal punto di vista storico che con le esigenze dei giorni nostri caratterizzati purtroppo dal cambiamento climatico”.

Il Porto Vecchio di Trieste oggi.

Al momento, una delle più grandi incognite sulla riqualificazione del Porto Vecchio è sicuramente la futura destinazione ed utilizzo dei vetusti magazzini attualmente in disuso e spesso fatiscenti e, i più scettici, nutrono il timore che il parco verde possa in qualche modo compromettere l’approdo nell’antico scalo giuliano di un certo tipo di soggetti commerciali come aziende e potenziali investitori. Su questo, l’Architetto redattore del Progetto di Fattibilità si è dichiarato ottimista dichiarando che: “La grande strategia messa in campo dal Comune di Trieste decidendo di espandersi inanzitutto partendo con la riqualificazione degli spazi vuoti, quindi degli spazi pubblici, luoghi che se in futuro saranno utilizzati dalle persone nell’ambito delle loro attività quotidiane, sportive e culturali, di conseguenza si genereranno le opportunità. Cambierà la visione di questo luogo, verrà meno la percezione di decadenza e via via nel tempo questi edifici straordinari, ormai introvabili altrove, potranno diventare una grande risorsa. Per Trieste sono una grande opportunità per far diventare il Porto Vecchio parte intermedia tra la città ed il territorio” – ha concluso l’Architetto Femia.

L’Ingegnere Comunale, Giulio Bernetti.

“Il PNRR ci ha dato un’opportunità eccezionale – ha dichiarato l’Ingegnere Comunale, Giulio Bernetti – ossia quella di andare a gara con questo progetto preliminare “rinforzato” con una gara unica per il progetto definitivo, esecutivo e lavori. Questo lo faremo o da soli, come Comune di Trieste o in accordo con il Ministero se quest’ultimo sarà pronto con l’accordo quadro. La gara si svolgerà nei prossimi mesi e avrà un vincitore che a sua volta avrà dei tempi per la progettazione definitiva esecutiva. I lavori potranno iniziare quindi all’inizio del 2024″.

 

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