Via Errera, irruzione della Procura alla “Calcestruzzi Trieste”

21.07.2022 – 14:15 – Nella mattinata odierna presso la sede di Calcestruzzi Trieste sita in Via Errera 5, la Polizia Locale di Trieste con il Nucleo Interventi Speciali, ha eseguito per conto della locale Procura della Repubblica un’irruzione in seguito ad un’indagine iniziata alcuni mesi fa circa il corretto recupero di rifiuti speciali inerti e non pericolosi da trasformare in calcestruzzo. Gli investigatori, coordinati dal Sostituto Procuratore Federico Frezza, hanno provveduto al sequestro di alcuni documenti. Nell’operazione è stata coinvolta anche la Direzione Distrettuale Antimafia. Secondo l’accusa i materiali di scarto sopracitati non venivano opportunamente suddivisi ed inseriti nei macchinari per la relativa trasformazione e quindi caricati direttamente sulle betoniere. Coinvolti nelle analisi del materiale anche i tecnici dell’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale. Nel maggio del 2019 e nell’agosto del 2020 il nome dell’azienda triestina era già salito agli onori della cronaca inquanto indagata per aver creato una discarica abusiva (in zona sottoposta a vincolo paesaggistico poiché attigua all’argine del Fiume Torre, ndr), per illecita gestione di rifiuti e per il possesso di una vasca di raccolta delle acque reflue priva di autorizzazioni. Pertanto, i Carabinieri di Romans d’Isonzo, assieme ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Udine, assieme al personale di ASUGI ed alla Sezione Carabinieri della Procura di Gorizia, avevano sequestrato un’area dell’impianto isontino.

 

 

 

 

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