06.07.2022 – 18.00 | La Procura della Repubblica di Rimini ha chiesto l’archiviazione dell’indagine scattata a seguito della denuncia di una ventiseienne che, dopo l’adunata degli Alpini dello scorso maggio, aveva accusato le penne nere di molestie. A comunicarlo, stamani (mercoledì 6 luglio) è stato proprio il capo procuratore, Elisa Mosetti. La vicenda aveva avuto un’ampia risonanza mediatica anche nel mondo della politica, anche nel Friuli Venezia Giulia. E oggi, con il nuovo sviluppo della vicenda, il tema torna a essere discusso dai politici della nostra regione.
A partire dal consigliere regionale della Lega, Diego Bernardis, per il quale l’archiviazione era un esito ampiamente prevedibile. “Il buon nome degli alpini ne esce intonso, riabilitato e più forte, nonostante i vili attacchi e la vergognosa campagna denigratoria perpetrata nei loro confronti da tanti detrattori” ha poi commentato Bernardis, per il quale gli attacchi agli Alpini hanno una precisa connotazione politica. “Dopo aver svolto le indagini – ha spiegato infatti l’esponente del Carroccio – gli inquirenti hanno ritenuto infondate le accuse e gli allarmi, evidenziando dunque che il tutto era stato montato ad arte dal solito estremismo di sinistra che aveva approfittato delle polemiche per chiedere la sospensione delle adunate. Richieste evidentemente assurde e che non consideravano tutte le opere e le iniziative che gli Alpini hanno fatto per il nostro Paese. Oggi più che mai – conclude Bernardis – possiamo essere orgogliosi degli Alpini e rivolgere loro un sentito ringraziamento per quanto fatto, e in futuro ancora faranno, per le nostre comunità”.
La risposta non si è fatta attendere e arriva dal consigliere regionale della componente Open Sinistra FVG del Gruppo Misto, Furio Honsell, che ha affermato che Bernardis “avrebbe dovuto pensarci due volte prima di diramare il comunicato di oggi sull’incresciosa vicenda delle denunce di molestie da parte di donne subite durante l’adunata degli Alpini a Rimini.”. Per Honsell, le parole del leghista non colgono la profondità della vicenda, che – continua Honsell – “non può essere liquidata con affermazioni così superficiali. In primo luogo l’archiviazione è stata motivata dall’impossibilità di identificare i responsabili, non perché il fatto non sia avvenuto.”. Honsell definisce quindi “sconcertante” che Bernardis non abbia espresso “l’auspicio che in futuro non sorga nemmeno il sospetto che simili episodi possano verificarsi, e che venga invece superata la cultura maschilista. Attribuisce invece queste denunce a estremisti della parte politica opposta alla sua. Il Corpo degli Alpini ha tradizioni e valori che si difendendo anche difendendo le donne da molestie.” ha affermato Honsell, concludendo così (per il momento) il botta e risposta.
Anche il deputato di Forza Italia, Roberto Novelli, si era espresso sull’argomento, accusando l’associazione anti-violenza di genere Non una di meno di aver strumentalizzato il fatto infangando il nome degli Alpini e offuscando il ricordo di quanto di buono fatto dal corpo nel corso della sua storia, anche in tempi recenti: “Sono certo che le attiviste dell’associazione sono al corrente delle azioni meritorie che le penne nere, siano esse in armi o in congedo, realizzano – commenta il deputato – come ad esempio aiutare le popolazioni colpite da terremoti. Ad esempio esattamente dieci anni fa, nella loro regione furono quasi tremila i volontari alpini che intervennero dopo il terribile terremoto che colpì l’Emilia. Cercare a tutti i costi di infangare un’istituzione nazionale come gli Alpini e tacciarli di essere un’entità intoccabile significa vivere fuori dal tempo e dalla realtà. Se c’è stato qualcuno che non si è comportato bene o peggio ha usato violenza sono certo che è già stato identificato e allontanato e comunque va punito, Il resto è strumentalizzazione politica di basso livello”.[E.R.]


