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lunedì, 15 Agosto 2022

Moda estate: i must have del (vero) triestino in spiaggia

28.06.2022 – 11.10 – Coordinati e completi, maxi skirt e minigonne, pantaloni palazzo, crop-top, color block, nuance pastello e tutte le sfumature del beige: la “moda estate 2022” offre non pochi spunti per arricchire il proprio armadio. Eppure chi vive a Trieste la moda può metterla nel cassetto, perché ciò di cui ha davvero bisogno un triestino, che nella stagione più calda dell’anno appena ne ha l’occasione passa il proprio tempo libero al mare spalmato su uno scoglio, sono pochi e semplici must have. Ecco quindi una (ironica) lista di tutto ciò di cui avrete davvero bisogno per adeguarvi e restare al passo con la moda dell’estate triestina.
La flaida: i veri triestini non si agghindano per andare in spiaggia e la regola del less is more qui regna sovrana. Che si tratti di un kaftano, un maxi vestito o un camicione, la moda dell’estate a Trieste vuole che in spiaggia ci si arrivi comodi e possibilmente il più freschi possibile. Via libera quindi ad indumenti leggeri, pratici, da infilare e sfilare velocemente ad ogni occasione e soprattutto versatili: adatti tanto per la pausa spritz in barachin quanto per coprirsi quando dal mare si alza una fresca bavisela.

Le papuze
: che si tratti di infradito, ciabatte ad infilo, di gomma o di cuoio, la moda triestina vieta la scarpa chiusa in spiaggia d’estate. Non solo per una questione di freschezza (e odori), ma anche perché, al pari della cosiddetta flaida, garantirà velocità di cambio e adattabilità a ogni superficie. Essenziali per proteggersi dalle temperature subsahariane del porfido di Barcola.

La brandina
: ok, non si può parlare in questo caso di una vera e propria moda. Ma i triestini navigati in estate non vanno al mare con il telo, bensì con la brandina. Possibilmente sempre quella da vent’anni, che ormai ha fatto la conca ed è diventata così comoda che anche se per salirci bisogna fare gli equilibristi non la si cambierebbe per niente al mondo.

Il ciapin
: più grande è meglio è. Il mollettone, così chiamato “in lingua”, è un gadget essenziale dell’estate triestina. Pratico e dai mille usi, meglio prediligere quelli in plastica che non si inzupperanno di sale e potranno essere utilizzati tanto al mare quanto in altre occasioni.

Il cappello
: o più in generale qualcosa per proteggersi la testa dal sole. Come è noto le ore migliori per prendere il sole a Trieste, nonché quelle più gettonate dai triestini stessi, coincidono con quelle consigliate dal medico (si scherza ovviamente): dalla tarda mattinata all’ora di pranzo, fino al primo pomeriggio (non giudicate, siamo cresciuti con il falso mito che ci si abbronza di più se disposti a soffrire). Ecco allora che il vero local va in spiaggia sempre munito di qualcosa per coprirsi la testa ed evitare i colpi di sole.

La crema abbronzante
: avete capito bene. Educati dalle nonne a mettere la Nivea per prendere il sole (quella nella scatola di latta tonda per intenderci), il vero must have indiscusso della moda dell’estate triestina è l’abbronzatura. Portata come un accessorio da sfoggiare, nell’immaginario collettivo essere pallidi a Trieste in estate è considerato peggio che rubare in chiesa. Quasi come fosse un lavoro, donne e uomini nei mesi estivi con costanza e impegno si assicurano di poter vantare una pelle il più possibile color mattone (anche se le cronache locali narrano che questo colore ad oggi sia stato raggiunto solo dalle signore triestine che al mare ci vanno già ad aprile, quelle serie verso marzo inoltrato). Scherzi a parte, mettetevela una protezione, che il mito per cui ci si abbronza di meno se protetti è stato sfatato millenni fa; e no, la protezione sei non vi ripara dai raggi UV.

[c.f]

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