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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Bilirubina nei neonati, al via a Trieste la misurazione direttamente a casa

08.06.2022 – 13.55 – Il neonato nei primi mesi, se non giorni, di vita, si colora spesso di giallo: sclera, mucose, financo alla pelle giallastra. Si tratta delle conseguenze visibili di un aumento della bilirubina nel sangue, sostanza prodotta dal metabolismo dell’emogoblina contenuta nei globuli rossi. La bilirubina funziona come un anti-ossidante e la sua comparsa è positiva per il neonato; a volte l’ittero che produce deriva a propria volta dall’allattamento al seno. Vi sono però casi dove la colorazione giallastra persiste; e la bilirubina supera i livelli di guardia. In quel caso è evidente come sia all’opera una patologia di qualche genere. Nei casi più gravi elevati livelli di bilirubina causano danni neurologici nei neonati.
In questo delicato contesto si colloca la nuova sperimentazione avviata dall’Ircss Burlo Garofolo, Billimetrix, la Fondazione Italiana Fegato e l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (ASUGI). Invece di dover aspettare lunghe ore in ospedale e/o faticare per prenotare un appuntamento in tempo utile, verrà offerta alle madri dei neonati delle provincie di Trieste e Gorizia la possibilità di misurare i livelli di bilirubina direttamente a casa, attraverso una visita medica.
Si tratta, come sottolineato in una nota stampa di Asugi di un percorso assistenziale unico in Italia, un esempio della nuova frontiera della “domiciliarizzazione della cura”. Trattare il paziente direttamente casa, decentralizzando il sistema ospedaliero: una soluzione introdotta a forza dall’emergenza Covid, quando le capacità degli ospedali hanno spesso raggiunto (e superato) i propri limiti. D’altronde la nota stessa ammette che si tratta di un’innovazione nata dai tagli, affermando che si tratta di un programma inventato “dopo la dimissione del Punto Nascita“.
“Nelle province di Trieste e Gorizia – ha spiegato la dottoressa Laura Travan, Direttore ff Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Burlo – grazie all’uso del device Poct Bilistick sviluppato da Bilimetrix, spin off dell’Università di Trieste e della Fondazione Italiana Fegato, che consente la misurazione della bilirubina ematica in modo semplice e affidabile in setting extraospedalieri, le famiglie che devono monitorare la bilirubina del loro piccolo non devono più accedere in ospedale, perché può essere valutata dall’ostetrica che ha seguito la mamma nel pre partum, presso la struttura Distrettuale vicino a casa o addirittura nella loro abitazione”.
La sperimentazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione della Fondazione Italiana Fegato di Trieste e poi sviluppata da Bilimetrix, con corsi specifici per il personale delle sedi distrettuali, il Burlo Garofolo e l’ospedale di Monfalcone e grazie alla disponibilità delle ostetriche del territorio di ASUGI.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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