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lunedì, 27 Giugno 2022

Omnibus, Aula conferma requisiti per incentivi casa

26.05.2022 – 16.30 | I primi capitoli del disegno di legge Omnibus 2022 approvati dall’Aula in apertura di terza e ultima giornata di lavori hanno riguardato patrimonio (Capo VI), infrastrutture, territorio e viabilità (Capo VII). Poche le modifiche al testo base. Ad essere stati accolti, pur con le astensioni e le contrarietà delle Opposizioni, sono stati solo gli emendamenti aggiuntivi della Lega, a cominciare da quello che prevede, in ambito di concessioni e conferimento di funzioni in materia di demanio idrico regionale, l’adeguamento della normativa regionale a quella nazionale per le procedure di evidenza pubblica, con l’assegnazione diretta al canone base indicato nell’avviso di presentazione della domanda a coloro che possiedono il requisito di giovane imprenditore agricolo, con delle specifiche sulle modalità in caso di più domande.

Altra richiesta approvata, riguarda un contributo di 140mila euro al Comune di Ravascletto non più per ammodernare la scuola materna, ma l’edificio comunale polifunzionale adibito a ufficio turistico, scuola sci e bar con l’efficientamento energetico e il superamento delle barriere architettoniche dell’edificio. Se questa modifica si è presentata molto circostanziata, quella seguente è stata bollata dalle Opposizioni come fin troppo generica, in quanto si aggancia alla norma regionale 2/2000 (legge finanziaria 2000) e prevede una deroga generale all’utilizzo di contributi già concessi a tutti i Comuni per la realizzazione di opere pubbliche, giustificando lo slittamento dei tempi per l’aggiudicazione definitiva dei lavori con le difficoltà operative causate dalla pandemia da Covid 19. A nulla sono servite le richieste del Pd a conoscere i nomi dei Comuni realmente interessati (sono solo alcuni, non tanti, ha risposto la Giunta) e perché ci si rifaccia solo ai casi della Lr 2/2000. Ad essere ritoccata è stata, poi, la Lr 19/2009 (Codice dell’urbanistica) quanto al regolamento edilizio comunale e strumenti urbanistici: si dà la possibilità, ai Comuni, di adottare protocolli di sostenibilità energetica e ambientale ulteriori rispetto a quello assunto a livello nazionale, con la specifica che solo il protocollo nazionale è il riferimento per l’assolvimento degli standard minimi in sede di rilascio del titolo abitativo, mentre gli ulteriori protocolli comunali possono essere utilizzati per bonus o di deroghe adottate a livello comunale. Anche in questo caso, a nulla sono valse le rimostranze e gli avvisi di errore da parte delle Opposizioni, che hanno chiesto anche specifiche sul significato delle deroghe previste. Infine, sono stati convenuti lo stralcio e l’invio alla Commissione competente per materia, richiesti dal Pd e dalla Giunta, della richiesta di Forza Italia di intervenire sulla Lr 5/2007 di riforma dell’urbanistica e disciplina dell’attività edilizia e del paesaggio, in particolare per quanto riguarda le disposizioni per le varianti di livello comunale agli strumenti urbanistici, per verificare presso il ministero della Cultura come agire affinché non si sollevino contenziosi che
bloccherebbero i procedimenti.

Quanto agli emendamenti respinti delle Opposizioni, l’Aula si è soffermata soprattutto sulle disposizioni similari contenute in due del Pd e uno del M5S, volte a modificare le norme introdotte dal Centrodestra nella Lr 1/2016 di riforma organica delle politiche abitative. L’intento era quello di eliminare le richieste, rivolte ai soli cittadini extracomunitari, del requisito di residenza in Friuli Venezia Giulia di almeno 5 anni negli 8 precedenti la domanda di beneficio regionale e il dover dimostrare di non possedere beni immobili nel Paese di origine o di provenienza, specifica su cui è intervenuta anche la Corte costituzionale che l’ha ritenuta irrilevante e pretestuosa. Levata di scudi della Maggioranza in difesa delle disposizioni introdotte nella Lr 1/2016, a cui si è aggregata la Giunta regionale che ha ribadito la convinzione che, altrimenti, ad essere penalizzati sarebbero i cittadini italiani, visto che per loro tale obbligo è previsto. Ma loro non devono dimostrare di possedere beni immobili fuori dai confini italiani, quindi il ragionamento non regge, è stata l’inutile replica del Gruppo Misto. Quanto più riusciremo a colmare le differenze tra le persone invece che accrescerle, più saremo amministratori e governatori di successo, ha detto il Pd.
[c.s.]

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