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lunedì, 15 Agosto 2022

Via Giulia, il Comune congela il progetto “Pista Ciclabile”

12.04.2022 – 10:00 – Nelle scorse settimane il Comune di Trieste ha ripreso in mano il progetto di realizzazione di un percorso ciclabile lungo un tratto della Via Giulia, il quale, ideato nel 2015 dall’allora Giunta Cosolini, oggi è stato opportunamente rivisto per far fronte alle mutate esigenze dei cittadini e rispettare le attuali normative. Il percorso, da valore di 225 mila euro (125 provenienti da fondi regionali, e 100 da fondi comunali) dovrebbe partire dalla Via Margherita (la prima laterale sulla destra dopo Largo Volontari Giuliani, ndr) e terminare nei pressi della Rotonda del Boschetto, con il fine di poterla ampliare in futuro tanto verso nord quanto verso sud quindi il centro cittadino e gli altri percorsi ciclabili già esistenti. Un progetto, quest’ultimo che, dopo il suo rispolvero, ha originato perplessità non solo da parte degli abitanti e degli esercenti della zona, ma anche da parte degli stessi esponenti della maggioranza. Alcune criticità sollevate sono relative alla rimozione di diversi posti auto (circa 37, ndr), che però il Comune ha dichiarato di voler ricollocare altrove senza far perdere stalli ai residenti, e l’abbattimento di tre alberi nello spazio adiacente all’ingresso del negozio di Bricolage sito dinanzi al parcheggio del Centro Commerciale “Il Giulia”. Inoltre, da parte degli esponenti della terza e sesta circoscrizione, riunitisi ieri assieme all’Assessore Comunale alla Mobilità Urbana, Sandra Savino, e ai cittadini, sono state messe in luce alcune criticità circa la sicurezza della Via Giulia in seguito alla realizzazione della pista ciclabile. La grossa arteria che collega il centro con il Rione di San Giovanni, infatti, per quanto larga, con l’installazione delle isole pedonali (richieste a gran voce dai residenti e dai consiglieri circoscrizionali per rallentare la velocità dei veicoli in transito e migliorare l’attraversamento in sicurezza dei pedoni) e della pista ciclabile, vedrebbe ridursi ulteriormente le dimensioni della sua carreggiata, portando numerosi disagi allo scorrimento del traffico, alla sosta delle automobili, al carico scarico della merce dai veicoli commerciali, nonchè al passaggio dei mezzi di soccorso in presenza di autobus urbani ed automobili in seconda fila. Pertanto, dopo aver ricevuto il parere contrario tanto dalla politica quanto dalla cittadinanza, al termine della riunione congiunta con terza e quarta Circoscrizione, l’Assessore Savino ha deciso di congelare il progetto della pista ciclabile e di spendere maggiori energie per la messa in sicurezza dei marciapiedi e per la realizzazione delle isole pedonali (come già accaduto lungo le vie Forlanini, d’Alviano, la stessa via Giulia bassa o il Viale Miramare nel cuore di Barcola). Ad ogni modo, la volontà del Municipio di realizzare un’opera moderna che dia voce tanto all’ecologia quanto ai cosiddetti “ciclisti tartaruga” (ciclisti non sportivi ma semplici cittadini utilizzatori di biciclette) permane. Resta infatti aperta l’idea di proggettare, sempre previa consultazione di residenti e Circoscrizioni, una “bike lane” ossia una corsia ciclabile che, secondo il codice della strada italiano, se le dimensioni della carreggiata non consentono la circolazione esclusivamente ciclabile, è destinata sia alla circolazione dei velocipedi sia a quella dei più classici veicoli a motore. Pertanto, ha nella sua definizione basilare, un senso unico di percorrenza. Tale infrastruttura nel nostro Paese è possibile realizzarla solo dal 2020 in seguito ad un apposito decreto governativo (Art. 229 del Decreto Rilancio) ma in altri paesi europei è già ampiamente diffusa da decenni come in Olanda, Francia e Germania.

 

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