18.04.2022 – 07.01 – L’applicazione dell’idrogeno a Trieste, nell’ambito della riconversione energetica promossa dal PNRR, continua a muoversi su tre differenti binari: la Valle transnazionale con Slovenia e Croazia prospettata dalla Regione Friuli Venezia Giulia; l’utilizzo per gli autobus cittadini della Trieste Trasporti, come dimostrato lo scorso febbraio 2022; e infine l’applicazione per la ferrovia interna al Porto Franco Nuovo. Proprio quest’ultimo binario sembra essere il più prossimo a una qualche realizzazione pratica, con la conferma da parte del Ministero della Transizione ecologica, all’interno del bando Green Ports, dell’inserimento di due “locomotori ferroviari alimentati a idrogeno”. Lo stanziamento, dal valore di 4 milioni di euro, permetterà dunque di sostituire alcuni dei locomotori alimentati a diesel; una conversione d’altronde favorita dal Decreto-legge 4/22, che prevede l’abolizione dell’aliquota di accisa ridotta sui prodotti energetici impiegati nei trasporti ferroviari.
Secondo il giornale Adriaports, il finanziamento include anche un impianto di produzione dell’idrogeno all’interno dell’area portuale operativo entro tre anni.
Si è discusso molto dell’idrogeno e delle sue applicazioni negli ultimi sei mesi a Trieste; occorre però sottolineare che, proprio in riferimento al trasporto ferroviario, esistono attualmente solo prototipi sperimentali; e passando dai vagoni ai bus, lo stesso pullman presentato qualche mese addietro non era ancora ufficialmente in produzione. La popolarità del combustibile è però tale che è stato proposto anche quale alternativa alla cabinovia, con un tram inserito nel tessuto del Porto Vecchio.
[z.s.]


