14.03.2022 – 14:15 – Dal 14 al 16 marzo al Teatro Miela di Trieste, andrà in scena “Cronache di Mafia”, una tre giorni di iniziative ed approfondimenti dedicati all’impegno civile e alle lotte al fenomeno mafioso. Per l’occasione, a partire da oggi, dinanzi all’ingresso principale del Teatro, sito in Piazza Luigi Amedeo Duca degli Abruzzi, è stata collocata una teca contenente i resti di una delle vetture della scorta del magistrato Giovanni Falcone, fatta saltare in aria il 23 maggio 1992 nell’attentato messo in atto dagli uomini di “Cosa Nostra” in località Isola delle Femmine, passato alla storia con l’appellativo di “Strage di Capaci”. L’efferato gesto fu compiuto con una carica composta da circa 500 kg di tritolo il quale, a pochi minuti dalle ore 18:00, fece saltare in aria un tratto dell’autostrada A29, mentre vi transitava sopra il corteo della scorta con a bordo il giudice, la moglie e gli agenti di Polizia, sistemati in tre berline Fiat blindate. Oltre a Falcone, morirono altre quattro persone: la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono 23 feriti, fra i quali gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza. L’obiettivo della mostra al Miela è quello di raccontare la storia di chi viaggiava su quell’auto, i ragazzi della “Quarto Savona 15” (nome in codice della scorta) e la storia di un viaggio, quello della Croma blindata che il 23 maggio 1992, all’altezza del chilometro 5 dell’autostrada Palermo-Mazara del Vallo, fu investita dalla deflagrazione del tritolo e trovata nel tardo pomeriggio, distrutta, in un uliveto a centinaia di metri di distanza dal luogo dell’attentato. “La Quarto Savona 15 è un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie”, ha dichiarato Enzo D’Antona, Presidente del Teatro Miela all’ANSA. La rassegna prevede spettacoli e presentazioni di libri con, tra gli altri, Franco La Torre (figlio di Pio), i giornalisti Attilio Bolzoni ed Enrico Bellavia e Tina Montinaro (moglie di Antonio Montinaro, capo della scorta di Giovanni Falcone).


