Profughi ucraini, Fedriga chiede l’intervento dell’esercito in FVG

15.03.2022 – 16.12 – Trieste e per correlato il Friuli Venezia Giulia rappresentano, per i profughi ucraini diretti in Italia, il principale snodo di passaggio: a fronte di flussi destinati a crescere nelle prossime settimane, man mano che il conflitto in Ucraina coinvolge le principali città, il governatore del FVG Massimiliano Fedriga ha chiesto l’intervento dell’esercito italiano per la gestione dei transiti presso il confine italo-sloveno.
“Mi auguro la fine del conflitto in Ucraina nel più breve tempo possibile, ma certezze e chiarezza non ce ne sono – riflette Fedriga – in caso di necessità è chiaro che servirà un supporto del Governo, immagino con l’esercito, a sostegno anche dell’attività sanitaria. Non si può pensare che questa attività sia sulle spalle di una sola Regione”.

In linea con parallele dichiarazioni del presidente del Veneto Luca Zaia, anche il governatore del FVG ha espresso preoccupazioni per le ricadute in termini di cluster di contagi e vaccinazioni mancanti (molti dei profughi hanno infatti ricevuto solo il vaccino Sputnik o non sono vaccinati): “Sicuramente – ha osservato Fedriga – dobbiamo continuare a tenere monitorata la situazione pandemica. Ci stiamo organizzando, sia con la struttura commissariale legata all’emergenza Ucraina sia con la Prefettura per cercare di dare tutta l’assistenza necessaria ai profughi: non solo accoglienza ma anche prestazioni sanitarie, a cominciare dai vaccini contro il Covid ma anche contro altre patologie”. Dunque, come per le precedenti emergenze, “servono risorse maggiori rispetto a quelle stanziate“.
Tuttavia “Mi sembra che ci sia la totale volontà del Governo di agire in questa direzione”.

Le dichiarazioni hanno generato la reazione dell’ICS – Ufficio Rifugiati Onlus, secondo cui si tratta di “parole che non hanno bisogno di commento e che indicano un politico allo sbando che, dopo avere contribuito a distruggere il sistema di accoglienza nella regione FVG, non sa più cosa dire. Oggi il FVG (dai dati del Ministero dell’Interno) è una delle regioni peggiori in Italia per scarsissima diffusione di programmi di accoglienza di qualità realizzati su base comunale (intorno al 10% del fabbisogno)”.
Secondo ICS l’emergenza connessa al conflitto ucraino può essere affrontata con un’oculata amministrazione, considerando si tratti di “qualche migliaio di posti per un’accoglienza civile di persone vulnerabili“. Eppure, secondo ICS, “Chiunque operi concretamente sul campo non incontra mai la Regione sulla sua strada; come se non esistesse affatto. È totale il vuoto di azione di un’amministrazione regionale che da anni ha fatto della lotta contro l’accoglienza una bandiera ideologica e che ora invoca l’esercito”.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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