Da Trieste a Praga: qui passerà il petrolio per la Repubblica Ceca

31.03.2022 – 15.48 – C’è sete di gas e di petrolio e di idrocarburi. Proprio mentre i piani dell’Unione europea vertevano sull’abbandono della dipendenza dalle fonti non rinnovabili, gli stati occidentali si riscoprono dipendenti dall’oro nero. Il nervosismo geopolitico è evidente nel caso della Repubblica Ceca la quale, a differenza dell’Ungheria o della Polonia, si affida in minor misura all’energia nucleare, pur avendo un tradizionale atteggiamento anti-russo e pro NATO, pertanto a rischio d’interruzione delle forniture dagli Urali.
Attualmente non vi sono reali problematiche: la Cechia riceve la metà del proprio petrolio dalla Siberia, attraverso l’oleodotto Druzba; l’altra metà dall’oleodotto transalpino TAL SIOT. Le forniture non sono state interrotte, né sono state soggette a particolari variazioni; eppure Praga sembra ipotizzare possibili peggioramenti, se non una chiusura dei metaforici “rubinetti”. In questo contesto, secondo quanto riportato da Adriaports, durante l’ultima presentazione della SIOT triestina, si è rivelato che i cechi vorrebbero ricevere il 100% del proprio petrolio dalle condotte triestine, bypassando ogni rapporto con Mosca. Una decisione che non necessariamente potrebbe essere connessa all’azione di Putin; potrebbe richiederlo la stessa Unione Europea, all’interno di una politica di rafforzamento autonomo. Rimane, a quanto trapela dai giornali specialistici, un’ipotesi; realtà invece innegabile che la SIOT rifornisce il 100% del sud della Germania e il 90% dell’Austria.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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