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mercoledì, 10 Agosto 2022

Cerimonia Palatucci, il ricordo di Zanin e Riccardi

05.03.2022 – 15.00 | “La normalità del bene che ha sconfitto la banalità del male”. Così Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale, ha riassunto la vita di Giovanni Palatucci, l’ex questore di Fiume che ebbe il coraggio di opporsi alle leggi razziali e all’orrore nazista salvando molte vite e perdendo la propria nel campo di concentramento di Dachau, a pochi mesi dalla liberazione del 1945. Zanin è intervenuto alla cerimonia organizzata nel parco della Rimembranza dal Comune di Udine, che ha voluto piantare un gelso e ha eretto una targa per ricordare – come ha ricordato il sindaco del capoluogo friulano, Pietro Fontanini – il sacrificio di un uomo onorato da tre Stati, medaglia d’oro al merito civile della Repubblica italiana, Giusto tra le  nazioni per Israele e servo di Dio per il Vaticano che ha avviato il processo di beatificazione.

Il presidente dell’assemblea legislativa regionale – parlando davanti al questore di Udine  Manuela De Bernardin, ai tanti rappresentanti della Polizia, delle altre forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche e d’arma – ha fatto riferimento ai dubbi espressi qualche anno  fa dal Centro studi Primo Levi di New York circa il numero delle persone salvate dall’ex questore di Fiume, per sottolineare come questo rappresenti un falso problema. “Ci sono testimonianze dirette di persone salvate da Palatucci – ha detto il presidente – e poi non dobbiamo pensare agli eroi come a dei superuomini, perché basta salvare delle vite, basta salvare anche una sola vita, in una situazione tragica come quella degli anni Quaranta, per far
vincere il bene e diventare eroi. Gabriele Nissim, presidente dell’associazione Foresta dei giusti – ha aggiunto Zanin – ha interpretato il sacrificio di Palatucci proprio come la normalità del bene. Per questo l’ex questore merita tutti questi riconoscimenti”. Un eroe normale che si contrappone a quella che la filosofa Hannah Arendt definì, seguendo il processo ad Adolf Eichmann, “la banalità del male, rappresentato da un uomo con gli occhiali, piccolo e insignificante, che era stato però capace di immaginare e ordinare la soppressione di milioni di persone”.

Anche il vicegovernatore della Regione, Riccardo Riccardi, è intervenuto alla cerimonia, riportando il parallelo tra quanto avvenuto nei terribili anni della guerra e il conflitto che è in corso al momento in Ucraina: “È importante ricordare il valore di persone come Giovanni Palatucci: un simbolo, insieme a tanti altri uomini e donne che hanno consentito ai nostri paesi di vivere in libertà e democrazia. Necessaria l’analogia con  l’attualità: nessuno avrebbe mai immaginato, nelle occasioni che attraversano questi momenti di ricordo, di dover vivere ciò che stiamo vivendo alle porte dell’Europa. Mai come in questi giorni ognuno di noi è chiamato a fare qualsiasi gesto possibile per consentire il sostegno alle popolazioni colpite dalla guerra in Ucraina, sperando che il buon senso e la pace ritornino, e che la capacità del dialogo riesca a ricostruire delle relazioni e a porre fine al conflitto. La Giunta del Friuli Venezia Giulia e il governatore Massimiliano Fedriga garantiscono l’impegno della Regione a sostenere le popolazioni ucraine nelle attività di accoglienza con tutte le iniziative possibili – ha detto Riccardi -. Credo che lezioni importanti di uomini come Palatucci rappresentino uno stimolo, uno sforzo, per cercare di fare tutto  quello che è possibile affinché situazioni del genere non si ripetano e vadano a sostegno di coloro che ingiustamente oggi sono colpiti; nelle possibilità dei nostri gesti, che mai potranno essere così importanti come il valore del sacrificio della vita del giovane questore reggente ricordato oggi.”.

Alla cerimonia – seguita da decine di cittadini – sono intervenuti il sindaco Fontanini con l’assessore Fabrizio Cigolot, il questore De Bernardin e il docente universitario Tommaso Piffer, a cui è stata affidata la prolusione ufficiale. Toccanti anche le parole di Paola Del Din, l’ex partigiana medaglia d’oro al valor militare, che ha ricordato il clima di quegli anni.  L’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, ha impartito la benedizione prima che venisse scoperta la targa dedicata a Palatucci.
[c.s.]

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