15.03.2022 – I risvolti negativi della crisi tra Russia ed Ucraina e le relative conseguenze sui costi dell’energia nel Vecchio Continente hanno portato gli automobilisti e gli autotrasportatori europei a dover fare i conti con gli aumenti giornalieri del costo dei carburanti per veicoli e con le relative speculazioni. Il prezzo del diesel, miscela storicamente più economica rispetto alla benzina, nel corso del corrente mese ha effettuato il sorpasso su quest’ultima fino a toccare in certe stazioni di servizio il valore di 2,35 euro al litro. Il valore al litro della benzina, invece, si aggira attorno ai 2,15 euro. Per tale motivo, dal Friuli Venezia Giulia, è ripartito in questi giorni il cosiddetto “turismo del pieno” verso le pompe di benzina d’oltre confine, nella vicina Slovenia dove il Governo del Premier Pahor ha stabilito che all’interno del Paese il prezzo dei carburanti non possa superare una soglia massima di vendita fissata a 1,54 euro al litro per il gasolio e 1,50 euro per la benzina. Per quanto concerne l’Italia, il Governo Draghi sembrerebbe essere in procinto di varare una serie di misure per venire in soccorso a famiglie, imprenditori e piccole imprese dopo che, in questi giorni, proteste degli autotrasportatori di carattere autonomo si erano alzate dal nord al sud delle Penisola; la più rappresentativa è stata quella dei camionisti i quali avevano richiesto di scioperare in ambito nazionale nella giornata del 14 marzo 2022 per chiedere una calmierazione dei prezzi sui carburanti. Richiesta tuttavia bloccata sul nascere dal garante degli scioperi per difetto dei requisiti temporali. Senza altri interventi da parte del governo si rischiano aumenti del 160% sul terziario a causa del caro carburanti, con un aggravio di costi di 21 miliardi per l’autotrasporto. Secondo le prime indiscrezioni trapelate da Palazzo Chigi, il Governo sta valutando in queste ore la possibilità di utilizzare l’extragettito IVA sui carburanti e gli extraprofitti delle imprese dei settori interessati per non attingere a risorse pubbliche e preservare la stabilità della finanza pubblica. Quanto alla tipologia di intervento, inoltre, si parla di varare un pacchetto di misure per attutire il caro bollette, con un sistema di nuove rateizzazioni. Questi provvedimenti, spiegano le stesse fonti, potrebbero essere pronti già nel corso della corrente settimana.
In Friuli Venezia Giulia sono già previsti sconti per l’acquisto agevolato di carburante per i residenti; sconti che però non riescono a mitigare gli aumenti e a competere con i prezzi della vicina Repubblica. Il risparmio medio oltre confine, infatti, oscilla tra i 50 e i 60 centesimi al litro. “La Regione con lo sconto carburanti e la nuova legge regionale non può sopperire da sola agli aumenti quotidiani a cui assistiamo”. Così l’Assessore Regionale all’Ambiente e all’Energia Fabio Scoccimarro. “Anche io in passato ho manifestato perplessità sugli aumenti di prezzo alla pompa. Oggi Cingolani li definisce immotivati o peggio. Mi aspetto, quindi, che il Governo istituisca assieme al Parlamento una commissione d’inchiesta per verificare la regolarità dei prezzi dei carburanti». Al tempo stesso, “continuiamo a lavorare – ha assicurato Scoccimarro – sulla nuova legge per lo sconto carburanti più flessibile ed efficace in Fvg. Anche se comunque le risorse regionali sono limitare e quindi chiederemo ancora allo Stato, di gran lunga il maggiore beneficiario delle entrate legate ai carburanti erogati nella nostra Regione, che contribuisca allo sconto così da poterlo aumentare e garantire la competitività dei distributori regionali”.


