14.02.2022 – 07.01 – Dopo aver riattivato i binari preesistenti con Servola e Aquilinia nell’autunno 2021, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha iniziato i lavori per potenziare ulteriormente la stazione di Trieste Zaule, poi rinominata dal 1939 Trieste Aquilinia. Come tante componenti della Trieste industriale, anche Aquilinia era stata dismessa col massiccio passaggio al terziario dagli anni Novanta in poi. Il rafforzamento, che si accompagna all’enfasi sull’industria 4.0 degli ultimi anni, prevede un’elettrificazione e l’inserimento di quattro binari da 750 metri. L’attuale work in progress è, a propria volta, da contestualizzare nella rinnovata enfasi sulla stazione di Trieste Campo Marzio, per la quale sono già previsti dallo scorso 2021 interventi per 112 milioni di euro.
Il raccordo ferroviario sarà capace di gestire carichi fino alla categoria D4, cioè 22,5 tonnellate per asse, più che sufficiente per il trasporto di container a doppia lunghezza (da 12 a 13,7 metri) e dei mega trailer dei camion.
Secondo una valutazione di Adriaports la stazione di Servola ormai ha raggiunto i propri limiti a livello di fascio di binari; pertanto naturale che venga rafforzata stavolta Aquilinia.
Molteplici gli attori in campo, ciascheduno connesso a suo modo alla movimentazione via ferro: si va dalla Piattaforma Logistica di Trieste, alle nuove aziende attive a FREEeste (BAT docet), al terminal multifunzionale in via di progettazione per l’Ungheria nell’area dell’ex raffineria Aquila. Senza considerare il porto di Trieste stesso, la cui crescita di traffici procede attraverso un aumento delle sua capacità ferroviarie, già parzialmente sature.
[z.s.]


