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giovedì, 1 Dicembre 2022

Controllo dei figli, qual è il limite? Telemaco risponde

02.02.2022 – 09.55 – Tutti abbiamo delle domande difficili, scomode da articolare, questioni che non sappiamo a chi porre, che non riusciamo a dire.
Telemaco risponde” è uno spazio in cui poterle mettere in parola, anonimamente, ricevendo una risposta cucita su misura.
È possibile contattare Telemaco Trieste, associazione formata da psicologhe e psicoterapeute che si occupa della clinica dell’infanzia e dell’adolescenza, all’indirizzo: [email protected].
Domanda: Sono il padre di una ragazza di sedici anni. Vi scrivo perché ultimamente litighiamo spesso, e sempre per lo stesso motivo. Io e sua madre abbiamo la localizzazione del cellulare e alla sua pagina Instagram. Lo facciamo esclusivamente per la sua sicurezza, ma Maya non lo vuole proprio capire. Dice che ormai è grande e che i genitori degli altri ragazzi non fanno quello che facciamo noi, ma so che non è vero, perché conosciamo altri genitori che hanno accesso alla posizione dei figli. C’è stato un brutto litigio in particolare quando le ho controllato Whatsapp, perché sapevo che mi aveva detto una bugia. Il punto è che dopo queste litigate “pianta il muso” anche per giorni. Ci dispiace vederla così, ma non vediamo alternative: per noi è importante sapere la verità e non venire presi in giro.

Risponde Lucìa Becce per Telemaco Trieste: Gentile papà, quale verità sta cercando? Mi sembra che sia a caccia di indizi rivelatori di una distonia rispetto a ciò che si aspetta da sua figlia: che non sia là dove dice di essere, che si mostri diversamente dall’immagine che avete di lei, che dica o scriva cose non approva. Sono certa che di questi indizi ne abbia trovati diversi. Ma il rapporto che c’è tra ciò che scopre di sua figlia, attraverso queste incursioni, non equivale ad avere una verità su di lei. Anzi, si rischia di scambiare una parte per il tutto. Una parte che lei sceglie precisamente di non portare in famiglia: sono certa che non parli con voi come parla con i suoi amici, così come non si “mostri” o si “atteggi” a casa rispetto a quando esce. Una mamma, che ha la localizzazione del cellulare della figlia, mi diceva “è che voglio sapere dov’è mia figlia”. C’è stato un po’ di silenzio e poi lei si è commossa, perché la frase era sufficientemente ambigua da chiedersi se volesse sapere dove fosse fisicamente sua figlia, o piuttosto dove fosse finita la sua bambina. È facile localizzare i bambini: sono a un paio di metri da un adulto. Se non siamo noi, sono le maestre, i nonni, e così via. Gli adolescenti invece scivolano via e spesso finiscono dove non dovrebbero essere, e a volte si cacciano in qualche guaio. Il punto è che questo “controllo” virtuale non svela niente. Sarebbe come cercare di capire la persona amata attraverso i suoi esami del sangue o le sue radiografie. Certo sono dei dati, ma cosa ci dicono? Qualcosa della sua essenza? Io credo di più nella parola, persino quando mentono. Penso che non si possa dire una bugia senza almeno una parte di verità. Se questo atto risponde invece a un’esigenza di “protezione”, oppure un intento educativo, non sono sicura che vada a buon fine. Di fatto è una reiterazione che dice “non mi fido di te”, o ancora peggio “mi fido ma…” (che è una variazione dello stesso ceppo): ma allora come possiamo aspettarci fiducia dall’altra parte? L’obiettivo è che quando sua figlia abbia davvero un problema, possa confidarsi con lei. Bisogna tutelare e alimentare questo patto di fiducia, senza darlo per scontato.
Infine dice che non vuole essere preso in giro. Io penso che la trasgressione dei figli non abbia la volontà di farci fessi (forse un po’), ma non riguarda tanto il voler mortificare il genitore, quanto una…prova di destrezza. Posso nascondere qualcosa? O sono perfettamente visibile, leggibile, “sgamabile” come si dice a Trieste?
Dunque la invito a riflettere. Il punto non è tanto cosa trova, ma cosa sta cercando, e cosa la muove. Bisogna stare molto attenti, perché il piacere di spiare è molto seducente. Le coppie lo sanno bene, quando trovano alla loro mercé il cellulare del partner. Ma purtroppo poi ci tocca capire cosa farcene, di quello che abbiamo visto.

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